Malagò: "Presidenza FIGC sfida affascinante, ma servono riflessioni. La Serie A mi ha scelto perché..."
Giovanni Malagò, ex presidente del CONI, comincia a pregustare la poltrona di presidente della FIGC dopo che la Lega Calcio Serie A ha individuato in lui il candidato da presentare alle prossime elezioni del 22 giugno. Intervistato da Hoara Borselli per il suo videopodcast 'Sette Vite', Malagò non perde d'occhio il contesto: "Si tratta di una sfida che mi affascina, però al tempo stesso sono realista e mi rendo conto che ci sono delle situazioni che possono creare delle complicazioni al mio modello di vita e quindi devo fare delle riflessioni. Io non mi sono candidato nel modo più assoluto. Chi rappresenta la Lega di Serie A ha chiesto la mia disponibilità: li ho ringraziati e poi gli ho detto 'quando ci saranno i passi formali', a quel punto comincerò a fare dei ragionamenti. Dopo che una componente ti indica, bisogna parlare con le altre componenti per capire cosa ne pensano".
Malagò ha ottenuto la quasi totalità delle preferenze dei club della massima serie: "Certo che è impressionante che un mondo famoso per la sua complessità, litigiosità e forte esuberanza di alcune personalità, in 6 giorni sia arrivato a indicare un soggetto terzo con 19 società su 20. Si tratta di un unicum: per anni e decenni, si è faticato ad arrivare alla maggioranza semplice su tanti temi. Se hai una dinamica significativa di consenso, non è detto che tutto si risolva, ma è più facile trovare risposte positive alle problematiche che ci sono sul tavolo. Altrimenti ti ritrovi a combattere anche contro altre persone e diventa tutto più complicato. Perché hanno scelto me? Penso di essere una persona credibile e affidabile. Questo me lo riconoscono anche le persone che non mi amano particolarmente". Una battuta anche sul mancato accesso dell'Italia ai Mondiali: "Parliamo di qualcosa di incredibile, sorprendente e doloroso, per motivi che non serve nemmeno spiegare. Sono andato a vedere Italia-Irlanda del Nord a Bergamo: non avevo alcun ruolo istituzionale, ma da cittadino e appassionato mi sembrava giusto esserci. Sono rimasto incollato alla partita con grande partecipazione emotiva, questo dice tutto".