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Marchegiani: "Playoff alle spalle hanno liberato di un peso. Svilar su Calhanoglu? Ecco cosa poteva fare"

di Christian Liotta

"Una partita particolare, la Roma nel primo tempo ha tenuto bene il campo, col pressing alto, l'Inter non trovava Lautaro e Thuram e il pari di Mancini era assolutamente meritato. Poi è crollata mentalmente, non credo sia una questione fisica". Così Luca Marchegiani commenta a Sky quanto visto durante Inter-Roma. 

"La squadra sta ottenendo meno di quel che vorrebbe e prende gol con grande facilità - dice ancora Marchegiani sulla Roma - Il terzo è una palla mal gestita da Rensch e da tutta la difesa. Poteva finire 7-2. Parliamo tanto del peso e l'onere dell'allenatore di incidere in questi momenti. In realtà quando hai a che fare con giocatori di altissimo livello come quelli dell'Inter non c'è tutto questo bisogno. I playoff erano un peso enorme emotivo, di preoccupazione e l'Inter ne aveva tanti. Penso anche a Calhanoglu o Zielinski. Anche il fatto di averli messi alle spalle potrebbe averli liberati". 

Quindi i singoli. "Lautaro lo aspettavamo come quello che doveva risolvere i problemi e ha fatto gol al 1'. Questa è mentalità. Il gol di Calhanoglu? Io non lo avrei mai parato. Tira da una trentina di metri, ha tanto spazio e calcia con una traiettoria incredibile. Svilar è quasi sulla linea dell'area di porta per cui c'è spazio alle spalle per far scendere la palla, che parte verso l'angolo alla destra di Svilar e si accentra. In teoria più la palla arriva da lontano e più dovresti stare sulla linea di porta. Fosse stato più indietro avrebbe avuto più possibilità di parare. La parata di Sommer su Malen nel primo tempo? C'era Lautaro dietro che l'avrebbe salvata ma fa una cosa incredibile. Parte con la sinistra e ha questo guizzo con la destra che gli fa allungare il tuffo, una cosa bellissima".

Marchegiani si esprime anche sul discorso delle seconde squadre. "Secondo me ci sono delle letture differenti: il discorso delle Nazionali è molto legato a quanto le altre nazioni sono in grado di produrre talenti e di portarli nelle Nazionali maggiori, nei risultati questo crea qualche differenza. L'Italia deve però trovare assolutamente uno step intermedio tra Primavera e prima squadra, perché molto spesso non si riesce a completare la crescita dei ragazzi e c'è il rischio di perderli. Io ho sempre sostenuto con entusiasmo le squadre B che però non hanno avuto grande successo. In altri campionati ci sono le squadre B, in Inghilterra c'è una specie di campionato Under 23".

L'ex portiere della Lazio prosegue: "Il nostro è un calcio molto tattico, che si basa sugli episodi. E allora ci si affida ai giocatori più esperti perché i giovani gestiscono meno bene l'episodio. Poi c'è un problema di formazione perché formiamo molto male i giovani di estro e da uno-contro-uno, essendo molto attenti al possesso palla e un dribbling perso diventa un dramma". 


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