Mauro Esposito: "Cercato da Inter e Roma nel 2005. Ma dopo il crociato rotto..."
Mauro Esposito ripercorre la sua carriera in Serie A vissuta con diverse maglie, tra le quali tappe importanti a Cagliari e Roma, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport.
I sei anni sardi riassunti in una parola?
"Felicità. All'inizio giocavo seconda punta, poi Sonetti mi disse che avrei giocato in una big solo da ala. "La Juve ha Del Piero, il Milan Sheva, l'Inter Vieri: tu dove giochi?". Aveva ragione. E in quegli anni mi hanno cercato diverse squadre. Il Barcellona, che all'epoca aveva un giovane Messi, inviò degli emissari. Mi osservarono un po'. Poi l'Inter e la Roma, che mi cercò nel 2005 dopo l'annata in cui segnai 16 gol in Serie A. Cellino disse che mi avrebbe lasciato andare l'anno dopo".
Che rapporto aveva col presidente?
"Ero uno dei suoi figliocci, sopravvivevo persino alle sue scaramanzie. Non voleva giocatori con la fascia tra i capelli, ad esempio. Io ero un'eccezione, ma un altro lo mise fuori rosa. Poi fece sparire lo sponsor Tiscali dalla maglia perché aveva il colore viola. Non potevamo partire di venerdì per i ritiri, solo il giovedì o il sabato. E guai a salire su un aereo il 17 del mese. Era vero, genuino, e mi ha sempre aiutato. Anche quando mi sono rotto il crociato nel 2007, prima di andare alla Roma. Colpa di un allenamento come tanti: una palla sbagliata, il campo bagnato, e niente, stock...».
La mazzata più grande?
"Fisicamente non mi sono mai più ripreso. Comunque, il rimpianto più grande è stato non aver giocato il Mondiale 2006".