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Meani: "Caos arbitri, se queste sono le carte l'Inter non rischia niente"

di Christian Liotta
Fonte: Napoli Network

Leonardo Meani, ex addetto ai rapporti con gli arbitri del Milan, uno dei principali accusati dello scandalo Calciopoli, ha parlato ai microfoni di Radio CRC del caos che imperversa in questi giorni intorno alla classe arbitrale. Sgomberando subito il campo da parallelismi scomodi: "Nuova Calciopoli?  È difficile fare dei paragoni e dare dei giudizi su un’inchiesta che è poco chiara e di cui non si sa neanche nulla di concreto, chiaro e descritto come nel 2006. Ad oggi non sappiamo cosa abbia tra le mani il Pubblico Ministero Maurizio Ascione, mi sembra che sia tutto più tranquillo e all’acqua di rose rispetto all’anno di Calciopoli, ma preferisco ad astenermi dal fare valutazione su una cosa che non conosco e di cui si sa poco e non si ha un parametro di giudizio preciso. Mentre ai tempi di Calciopoli uscì il libro nero del calcio, adesso l’oggetto del contendere non c’è ancora, quindi tutto è molto più difficile. Facciamo attenzione! Il calcio è una cosa preziosa, importante e bella. Non lanciamo bombe che rischiano di esplodere e rovinare questo sport poiché rischiamo di trovarci a sparare sul passerotto che si trova sulla pianta e buttiamo giù tutta la pianta. Cerchiamo di non fare del male a questo sport che già ne ha subito tanto".

Meani prosegue: "Come è emerso, non ero solo io che parlavo con Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto poiché lo facevano tutti solo che qualcuno è stato pizzicato mentre qualcun altro no. Era un modo più diretto di parlare e lamentarsi con i designatori e gli addetti su un problema che era sorto. Non avevo sentore che Luciano Moggi avesse nelle mani il potere arbitrale, altrimenti sarebbe un’offesa alla mia intelligenza". Ma potrebbero esserci eventuali rischi per l'Inter? "Come ho detto prima, non conosciamo le carte, ma, parlando da profano, se queste sono le carte per me i nerazzurri non rischiano niente. L’unica cosa che è emersa è quella di Gianluca Rocchi che parla con Andrea Gervasoni dicendo di aver parlato con l’addetto arbitri dell’Inter, ma non è una prova provata. Non è come la mia intercettazione telefonica dove io dissi al telefono di mandarmi due intelligenti a San Siro da dove si scatenò tutto il problema. Per Calciopoli fu uno dei pochi a pagare nel mondo arbitrale poiché fui insieme a Moggi intercettato. Le mie telefonate sono state ascoltate, ma avrei voluto sentire tutte le telefonate del mondo del calcio e vedere cosa sarebbe successo", ha concluso.


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