Moggi scatenato contro Moratti e l'Inter! Ma...
Ancora, sempre lui. Torna alla carica, inarrestabile, Luciano Moggi: l'ex direttore generale della Juventus, punito da leggi ineccepibili, continua ad esprimere la sua opinione in maniera non troppo civile, bensì andando sempre e costantemente ad attaccare l'Inter e il suo presidente, Massimo Moratti. Nel suo consueto spazio su TMW, Lucky Luciano, uomo che per quanto provato dovrebbe essere bandito dal calcio italiano, insiste contro i colori nerazzurri e passa ancora una volta all'assalto del presidentissimo Moratti, campione di tutto. Il suo pensiero è subito aggressivo: "La scorsa settimana mi sono occupato volentieri della polemica tra il Presidente dell'Inter, Massimo Moratti, e la Juventus. Oggi dico che in molti si aspettavano un intervento disciplinare quando ha parlato con la Sensi. Secondo la "legge" di Palazzi, un presidente squalificato non può parlare con un altro presidente e fare affari. E se questo avviene scatta il deferimento per entrambi. Ma non è accaduto niente quando la Sensi ha parlato con Moratti per l'affare Burdisso, come riportato puntualmente dal Corriere dello Sport. Lo stesso è accaduto con il presidente del Genoa Preziosi; se venisse applicata la legge, dovrebbe essere squalificata mezza Italia", si legge.
Evidentemente Moggi non è ben informato sul fatto che questa pena è ancora tutta da discutere, visto che non c'è stato alcun incontro tra Moratti e Preziosi e soprattutto nessun contratto firmato, dato che di ciò si occupa Rinaldo Ghelfi. E poi, da che pulpito arriva la predica! Predica che si riversa anche sul mercato: "Tutto sommato il mercato dell'Inter è stata poca cosa. Moratti si accorgerà cosa vuol dire avere Ibrahimovic contro e non in squadra. Un giocatore che regge tutto il gruppo, al contrario di Eto'o che fa già i capricci e dichiara di non voler sacrificarsi come la passata stagione. Il Milan diventerà una vera squadra perché Ibra colmerà i vuoti. L'Inter risente della mancanza di Mourinho, colui che dettava le sue regole. Moratti l'anno scorso taceva perché parlava Mourinho, e stessa cosa avveniva per i giocatori, un calciatore non può permettersi di dire di non voler giocare in un determinato modo o ruolo: almeno io così la penso". Ma attenzione, perché non finisce qui.
Moggi rincara la dose e torna sui fatti che hanno visto protagonista Francesco Totti che parlava di Inter tutelata e scudetti rubati da Milano: "Mi sapete spiegare perchè quando Francesco Totti ha fatto riferimento ai favori arbitrali verso l'Inter, dopo 15 minuti dalla Federazione il capitano della Roma era già stato deferito, mentre Moratti non ha ricevuto alcuna chiamata da via Allegri? Il Presidente ha fatto prima riferimento ad una squadra che comprava le partite e poi ha spiegato che non parlava della Juventus. Mia curiosità: allora chi è questa squadra che vinceva rubando? Dovrebbe dare una spiegazione al Presidente Abete, evidentemente impegnato in altre faccende molto più gravi. Nessuno si è chiesto come mai in Nazionale sia finito proprio Cesare Prandelli, ex allenatore della Fiorentina. Qualche anno dopo le intercettazioni telefoniche che riguardavano Abete e Della Valle. Signori, sveglia!". Evidentemente, bisognerebbe sottolineare che Totti parlava di scudetti rubati senza alcuna base, mentre Moratti ha passato le pene dell'inferno con i furti di Calciopoli provati dalle intercettazioni e da quelle schede svizzere che, chissa perché, rimangono sembre nell'ombra di queste discussioni. Lì c'è tutto un mondo ancora celato da scoprire. Ma adesso, ci si attende una seria e ferma risposta da parte di Moratti, che raramente si abbassa in queste discussioni ma al quale probabilmente preme fare chiarezza in queste vicende farlocche.