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Napoli, Bianchini: "Avere un proprietario come De Laurentiis è un vantaggio rispetto ad un fondo"

di Christian Liotta

Tommaso Bianchini, direttore generale del Napoli, rilascia una lunga intervista ai microfoni di Calcio e Finanza, dove, oltre a parlare nel dettaglio del modello instaurato da Aurelio De Laurentiis nel club partenopeo, parla anche del futuro della Serie A. Per la quale, a suo dire, una riduzione delle squadre partecipanti sarebbe una soluzione da praticare per lo sviluppo del campionato anche a livello internazionale: "Sicuramente, anche solo a 18. Non solo per il valore del prodotto, ma anche per il tema degli infortuni e del calendario: oggi i giocatori sono al limite, fisicamente e mentalmente. Ma c’è anche un altro punto per espandersi al mondo. Incentivare chi esporta il prodotto all’estero prevedendo per esempio premi per i club che fanno tournée in mercati strategici. Perché quando squadre come Inter, Milan, Napoli o Roma vanno all’estero, generano interesse reale. In un certo senso, la Serie A deve fare oggi quello che altri campionati hanno fatto diversi anni fa: i roadshow globali. Per crescere davvero bisogna guardare fuori, però farlo singolarmente è complicato. Anche per questo sarebbe utile un’assemblea di proprietari, non solo di manager. Mettere intorno a un tavolo club con obiettivi simili – Inter, Milan, Juventus, Roma, Napoli, ma anche realtà emergenti come Como o Venezia – per costruire strategie comuni".

In questo contesto globale del calcio, è meglio avere alla guida un proprietario o un fondo di investimento?
"In questo contesto, avere un proprietario come De Laurentiis è un vantaggio rispetto a un fondo. Per chi lavora nel club è più semplice: c’è una linea chiara, un confronto diretto, decisioni rapide. Nelle dinamiche di sistema, invece, il discorso è diverso: molti club hanno fondi e strutture più articolate, ma condividono esigenze simili. E proprio per questo servirebbe coordinamento, partendo dall’organizzazione di riunioni fra proprietari dove poter mettere allo stesso tavolo eccellenze mondiali che non hanno ancora mai avuto modo di discutere tutti insieme su come sviluppare il prodotto Serie A".


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Domenica 29 marzo