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Partite nell'era COVID, respinto il ricorso di Inter e Milan per la riduzione del canone di affitto di San Siro

di Egle Patanè

Respinti i ricorsi da parte di Inter e Milan per l’affitto di San Siro durante il periodo del Covid. Il Consiglio di Stato dice di no ai due club milanesi che si erano rivolti all'organismo in questione "per richiedere la riduzione del canone di affitto a fronte delle limitazioni all’accesso allo stadio introdotte per il periodo pandemico" si legge su Calcio e Finanza che rende nota la notizia.

"Il ricalcolo dell’ammontare dell’affitto dello stadio San Siro corrisposto da Inter e Milan al Comune di Milano durante il periodo Covid, le stagioni 2019/20 e 2020/21 'logica, ragionevole ed improntata alla corretta applicazione del principio di buon andamento dell’azione amministrativa'" ha fatto sapere il Consiglio di Stato con le due sentenze con le quali ha respinto i ricorsi in appello proposti da Inter e Milan.

"I giudici di primo grado ritennero che 'il Comune avrebbe agito in maniera conforme alle previsioni convenzionali (nel loro portato letterale e sistematico) e alla loro ratio'. Di qui la proposizione delle impugnative al Consiglio di Stato".

Secondo i giudici di Palazzo Spada, "'l’interpretazione seguita dal Comune, e condivisa dal primo giudice, resiste a tutte le censure per l’essenziale ragione che le concessionarie, per tutto il periodo qui in contestazione, hanno comunque utilizzato lo Stadio Meazza per lo svolgimento della loro attività sportiva e, conseguentemente, hanno potuto partecipare alle diverse competizioni nazionali e internazionali e completare i relativi campionati e tornei'. Il pieno svolgimento dell’attività sportiva, quindi, 'ha permesso alle concessionarie di beneficiare delle utilità assicurate dal bene pubblico in concessione, che ha consentito loro il conseguimento di una serie di ‘incassi’, direttamente collegati all’utilizzo dello Stadio'; e fra tali incassi 'sono evidentemente compresi soprattutto gli introiti derivanti dalla cessione dei diritti televisivi, che prescindono dalla presenza o meno del pubblico all’interno dell’impianto'.

In più, nel caso in esame 'non è intervenuta alcuna modifica unilaterale della Convenzione da parte dell’amministrazione comunale, che ha solo effettuato, al fine della rideterminazione del corrispettivo per la concessione d’uso dello Stadio Meazza per le stagioni 2019/2020 e 2020/2021, una corretta applicazione' della Convenzione 'previa adeguata istruttoria'".


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