Pasquale Bruno: "Partite di oggi tutte uguali. Inter la più forte d'Italia, ma se esce col Bodo..."
Pasquale Bruno ricorda in un'intervista a La Repubblica la semifinale di Coppa Italia del 1986 vissuta col Como, nell'unica occasione in cui i lariani sono arrivati così avanti nella competizione prima della stagione in corso. "Siamo ancora molto uniti, ci siamo sentiti l’altro giorno per la scomparsa di Rino Marchesi, il nostro allenatore, un vero galantuomo. Quella doppia sfida con la Sampdoria è il più grande rimpianto della mia vita calcistica insieme alla finale di Coppa Uefa persa con il Torino contro l’Ajax. Sono i due trofei che mi mancano di più", afferma.
"Tra i miei compagni nei quattro anni in cui sono rimasto lì, dal 1983 al 1987, Tempestilli è andato alla Roma, Matteoli all’Inter, Borgonovo al Milan, Fusi al Napoli, Mattei alla Fiorentina. Io alla Juve? Mi volle proprio Marchesi. Perché anche i tecnici di quella squadra hanno fatto carriera: Bianchi ha vinto il primo scudetto del Napoli e con Mondonico sono arrivato a quella maledetta finale di Coppa Uefa con il Torino".
Bruno critica il calcio attuale fatto, come dice lui, da "calciatori da subbuteo, che in campo sono mossi con la cordicella dall’allenatore in panchina. Sempre lo stesso copione: costruzione dal basso, palla avanti, palla indietro e ancora palla avanti. Che noia, tutte le partite uguali. Poi vedi giocare Nico Paz e capisci cosa è veramente il calcio»".
L'Inter, secondo Bruno, è "la più forte d’Italia, non si discute. Che ha 10 punti di vantaggio in campionato ma in Champions è uscita con il Bodø, una squadra normale. E questo fa riflettere. Certo i norvegesi sono ben organizzati e corrono tanto ma anche ai miei tempi gli altri andavano più veloce di noi. Però le squadre italiane avevano i fuoriclasse che facevano la differenza".