Petrucci: "Il nuovo presidente della Federcalcio deve piacere al Governo"
Mal comune mezzo gaudio, se non meno. Questo, in sintesi, il pensiero espresso dal presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Gianni Petrucci. Intervenuto nella cerimonia di inaugurazione del Museo Italiano del Basket, primo museo permanente interamente dedicato al basket italiano e alla sua storia ultracentenaria, avvenuta quest'oggi al PalaDozza di Bologna, il numero uno della palla a spicchi nazionale sottolinea come i due maggiori sport di squadra internazionali stiano vivendo nel nostro Paese un periodo difficile, con tanti problemi condivisi: "I problemi del calcio sono gli stessi del basket, mai come in questo momento siamo abbracciati al calcio".
Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, in FIGC è scattata la corsa al dopo Gabriele Gravina, con Giovanni Malagò, scelto dalla Lega Serie A e Giancarlo Abete indicato dalla componente della LND, già sulla griglia di partenza come principali candidati alla poltrona di Via Allegri. Petrucci, che della FIGC fu commissario straordinario all'inizio degli anni Duemila, spiega di non avere particolari preferenze ma sottolinea un aspetto a suo dire non di poco conto: "Sono entrambi miei amici, con il papà di Malagò lavorai per i mondiali del 90. Sono bravi entrambi, ma la realtà è una: il presidente del calcio deve essere gradito al governo se no i problemi non si risolvono. Credetemi, avrò capacità zero, ma esperienza ne ho e vengo dal calcio. È così. Serve un manager di esperienza e capace di muoversi e per questo, come basket, abbiamo scelto Maurizio Gherardini", citando il nome dell'attuale presidente della LBA, la massima lega cestistica di club italiana.