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Prandelli: "Non penso ad una nuova Calciopoli. Conte nuovo CT ideale"

di Christian Liotta

Intervenuto nel corso di 'Radio Anch'io - Sport', Cesare Prandelli, ultimo CT a partecipare con l'Italia alla fase finale di un Mondiale in Brasile nel 2014, commenta ovviamente le notizie sul terremoto arbitrale esploso nel fine settimana: "Nuova Calciopoli? Penso di no. Sicuramente è stato un fulmine a ciel sereno, forse è stata una conseguenza di una gestione poco chiara. Quando abbiamo visto le prime immagini del VAR, abbiamo detto che finalmente erano finite tutte le polemiche, che saremmo stati tutelati tutti. Invece abbiamo creato più confusione di prima. Forse dobbiamo rivedere delle regole, ci vorrebbe un ex calciatore lì a parlare con gli arbitri, per capire e valutare simulazioni o altri episodi. I calciatori sanno come ingannare gli arbitri, il gioco del calcio è un inganno. Forse i calciatori possono dare un contributo al direttore di gara per aiutarli". Prandelli invita il mondo del calcio a imporsi un rinnovamento radicale: "Va rivisto tutto il calcio, abbiamo bisogno di grandi cambiamenti, bisogna rifondare. Il rinnovamento è necessario e obbligatorio. Secondo la mia esperienza, se Lega Calcio e Federazione non vanno d'accordo, non cambieremo mai il calcio. Hanno due direzioni diverse, sarà impossibile sedersi a un tavolo condiviso. Bisogna ripartire dai bambini, non è che si può stravolgere quello che hai costruito. Abbiamo queste 10mila scuole calcio in Italia, ma dovrebbero essere gestite in modo diverso".

Chi vedrebbe meglio come nuovo commissario tecnico?
"Tutti i nomi usciti sono una garanzia. Antonio Conte, conoscendo l'ambiente e le dinamiche, potrebbe essere la persona giusta per l'inizio di un cambiamento. Per il futuro mi auguro che possano crescere allenatori in federazione".

Chi sarà il prossimo presidente della FIGC?
"Ho avuto Giancarlo Abete, penso sia stato uno dei dirigenti più limpidi, puri e onesti che abbia conosciuto nella mia vita. Quindi, tutta la vita per Giancarlo Abete. Ma dall'altra parte abbiamo un ex presidente del Coni che ha ristrutturato, che ha vinto e che ha fatto crescere molti atleti. Quindi potrebbero creare insieme un programma vincente. Magari queste due figure assieme potrebbero eliminare quella famosa parola di cui tutti hanno paura, ovvero il commissariamento, e creare qualcosa di unico. Non contano i soldi ora, ma i progetti tecnici e come facciamo crescere i ragazzi. Ad esempio i nostri difensori sono tutti bravini, ma la tecnica e tattica individuale non la fa più nessuno. Siamo diventati maestri dei sistemi di gioco, ma vengono dopo. Il sistema di gioco deve essere elastico e duttile, in base a chi ho. Ai tempi dell'Atalanta avevo due ragazzi bravissimi dal settore giovanile, Domenico Morfeo e Tomas Locatelli. Se avessimo seguito il sistema di gioco, non li avremmo fatti giocare. Bisogna tornare a valorizzare le individualità dei ragazzi".


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