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Rigore per il Torino, Cesari: "Quello di Carlos un gesto per proteggersi"

di Fabio Costantino

Ieri, sera, quando ormai Torino-Inter era ampiamente andata in archivio, nel corso di 'Pressing' come sempre, con il supporto di Graziano Cesari, sono stati analizzati i casi da moviola e tra questi ovviamente quelli della partita allo stadio Olimpico Grande Torino. Nessun dubbio sulla timida protesta nerazzurra nel primo tempo per il tocco con il braccio di Saul Coco, che prima impatta il pallone con la coscia. Più di un dubbio invece per il rigore assegnato al 75' ai granata per il tocco di mano di Carlos Augusto, dopo la convocazione dell'arbitro Maurizio Mariani al VAR da parte di Paolo Mazzoleni.

Cesari, mostrando le immagini, si pone una domanda retorica in cui c'è già la risposta: "Noi abbiamo evidenziato che l'elevazione di Zapata è perfettamente regolare, non c'è fallo su Dimarco. Poi vi chiedo, questa mano destra di Carlos Augusto, visto che sento parlare da settimane di distanza ravvicinata e pallone inaspettato, non vi sembra un gesto istintivo, difensivo, per proteggersi dall'impatto con Zapata?".

A rispondere è Riccardo Trevisani, ospite in studio, con un'altra domanda: "Ma soprattutto c'è un tema: se Pongracic in Fiorentina-Inter arriva da 30 metri e non è rigore, se Ricci nel derby arriva da 15 metri e non viene dato rigore, se in questo caso arriva da un metro e viene dato rigore, qual è il metro arbitrale?"


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