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Simeone su Ronie: "Lo vedevi e pensavi: 'Ciò che fa non può essere vero'". Poi sulla finale di Parigi...

di Egle Patanè

"Avevo 23 o 24 anni, ero un pieno di forza, grinta, energia... pronto sempre a scherzare e sempre con il sorriso". Così Diego Pablo Simeone racconta, ai microfoni di Prime Video, il suo arrivo a Milano quando l'Inter lo acquistò dall'Atletico Madrid per 13 miliardi di lire. Dal rapporto con Ronaldo, alla finale di Coppa UEFA contro la Lazio, di seguito alcuni passi dell'intervista del Cholo: "Lo vedevi in ​​allenamento e pensavi: 'Quello che fa non può essere vero'. Non riesce a muovere le gambe così velocemente, non esegue i movimenti con tanta rapidità, non ha un colpo di testa così preciso, non tira le punizioni così bene. Dico sempre che il numero di gol segnati da Ronaldo è incredibile; in realtà ho diversi assist per lui perché era facilissimo servirlo", ha detto su Ronie.

E a proposito del brasiliano, Simeone racconta: "L'allenatore mi chiese: 'Ti va di giocare in attacco con Ronaldo nel derby contro il Milan?'. Dissi: 'Certo', dissi, "sono sempre stato un attaccante, sono sempre stato un attaccante'. E cosa successe? Quello che doveva succedere", ha continuato a proposito del suo gol segnato al derby. "Passaggio sul secondo palo, io mi accentrai sul primo come un attaccante, e come un attaccante, la infilai in rete" ha concluso prima di parlare sulla Coppa UEFA con la Lazio: "Era il mio turno, non è colpa mia se ho fatto il passaggio" aggiunge ridendo il Cholo ricordando l'assist per Bam Bam". 


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