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Ventura: "Dopo Italia-Svezia subii violenza anche gratuita. Ma da quella data non è cambiato nulla"

di Christian Liotta

La sconfitta contro la Svezia che costò la mancata partecipazione ai Mondiali in Russia fece scalpore e lo mise sulla graticola per mesi. Noveanni dopo, le cose non sono cambiate, con gli Azzurri che dopo Qatar 2022 saranno fuori dalla contesa anche per l'edizione di questa estate. Ora Giampiero Ventura, ex CT azzurro, si toglie qualche sassolino dalla scarpa intervistato da Radio Uno Rai nel corso di 'Radio Anch'io - Lo Sport': "Ogni volta ci ritroviamo a parlare, a spiegare. Le criticità sono strutturali, deve intervenire il governo, non solo quello federale. Ognuno ha la propria ricetta. Un conto è dirlo e un conto è poi farlo. Da Italia-Svezia del 2017 non è cambiato nulla. Siamo stati eliminati dalla Svezia, poi arrivata quinta al Mondiale - ricorda - L'attacco fu personale, bisognava trovare un capro espiatorio. Ma ormai fa parte del passato. Certamente ha inciso sulla mia scelta di staccare. Fu una violenza in alcuni casi anche gratuita. Se riprenderei una patata bollente come quella della Nazionale? Assolutamente no. Non l'avrei voluta prendere neanche quando l'ho presa".

Secondo Ventura, poco cambierà se non muta la situazione: "Qualsiasi sia il nuovo CT, se non viene messo nelle condizioni di lavorare al meglio, opererà sempre in questo contesto di difficoltà. Nel 2006 abbiamo vinto perché avevamo una generazione di fenomeni. Oggi questa generazione non c'è. Bisogna prima creare i presupposti affinché un ct possa incidere radicalmente. Oggi spesso nei settori giovanili l'ambizione dell'allenatore non è quello di crescere un talento, ma raggiungere un obiettivo per poter poi uscire dal settore giovanile e fare strada in maniera individuale. Serve cambiare atteggiamento, il modo di proporre e di proporsi".


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