Viviano: "Al posto di Gravina sarei emigrato. Siamo tra i migliori nello sport, ma nelle scuole calcio non si insegna nulla"
"A me sembra impossibile che non si sia dimesso il Presidente Federale. Io fossi stato in lui sarei emigrato", ha detto Emiliano Viviano, intervenuto a Radio Firenzeviola, dove ha commentato quanto decretato dal risultato di Zenica, dove l'Italia è andata ko contro la Bosnia ai rigori e salutato per la terza volta consecutiva il Mondiale.
"Siamo uno dei paesi migliori nello sport, insieme ai paesi balcanici abbiamo una varietà di talenti incredibile - ha continuato -. Siamo portati ad avere successo nello sport. Io ho dei figli che giocano ma nelle scuole calcio non si costruisce e non si insegna niente, si va solo a dire 'oggi ho perso, oggi ho vinto'. Io sono arrivato alla Fiorentina e ho incontrato Albertosi, Landucci e Pazzagli, ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa. Si dice che non si difende più, ma non è vero perché ieri Mancini ha fatto una partita gigantesca. Ma ci son tante cose da dire, anche sul fatto che insistiamo sempre con questo diavolo di 3-5-2, sul modello Conte o Inzaghi. Ma l'Italia non è fatta per questo sistema. I ragazzi e lo staff tecnico sono gli ultimi responsabili. Gattuso lo abbraccerei: uno con quella carriera che si è presa una patata bollente così è da ammirare, gli chiederei 'ma chi te l'ha fatto fare?'. Questo ha fatto i chilometri negli ultimi mesi per fare le cene in giro per il Mondo, tutto questo perché non gli hanno fatto fare gli stage. Poi ragazzi, smettiamola con la ca****a del "i ragazzi non giocano per strada", quella veramente è una frase detta così per dire. I ragazzi ci sono, sono diversi ai giorni d'oggi ma ci sono" ha concluso.