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Zappi, addio amaro all'AIA: "La giustizia non è di questo mondo"

di Christian Liotta
Fonte: TMW

Dopo la notizia del rigetto del ricorso presentato presso il Collegio di Garanzia del CONI e la conseguente conferma dell'inibizione di 13 mesi, che segnerà inevitabilmente la sua decadenza da numero uno dell'AIA, Antonio Zappi, commenta la vicenda con una lunga lettera aperta destinata agli associati dell'AIA: "Cari Amici, scrivo queste righe con un peso nel cuore difficile da esprimere. Lascio il mio incarico con malinconia, ma anche con profondo rispetto per ciò che questa esperienza ha rappresentato nella mia vita, e con sincera gratitudine. Un pensiero va anche ai giudici: a coloro che, nella ricerca della verità e della giustizia, purtroppo non sono riusciti a trovarle. Evidentemente, parafrasando ironicamente un passaggio evangelico, la giustizia non è di questo mondo. Le decisioni giudiziarie però si rispettano, e scelgo di affidarmi ai numerosi attestati di stima e solidarietà ricevuti in questi mesi e in queste ore, che per me rappresentano una chiara assoluzione sul piano umano e morale. Perché chi conosce davvero questa vicenda sa bene cosa è realmente accaduto e comprende quanto essa sia inserita in un contesto ben più ampio e complesso".

Dopo aver rivendicato alcuni traguardi raggiunti nel corso della sua presidenza ed espresso il suo rammarico per le opportunità mancate, soprattutto quella di "una riforma tecnica e associativa ampia e strutturata, orientata alla progressiva professionalizzazione degli arbitri di vertice e alla ridefinizione dei percorsi per quelli di base. Non per mancanza di progetti e volontà, ma perché ogni cambiamento che si pretendeva di imporre non rispettava la storia e i valori dell’Associazione", Zappi precisa le sue intenzioni future: "Mi metterò alla prova in contesti diversi, guidato dal desiderio di continuare a crescere. Un passo necessario verso nuove sfide che affronterò con curiosità e determinazione. (...) Rimetto a Francesco (Massini, vicepresidente vicario, ndr), timoniere sicuro nella tempesta, ogni giorno al mio fianco e sostegno incrollabile di un’AIA in difficoltà, a Michele (Affinito, altro vicepresidente AIA, ndr), insieme a lui un faro nel mare agitato e al mio straordinario Comitato Nazionale - dolce nei gesti e roccioso nell’anima - il compito di prendere atto della definitività del giudicato sportivo che mi riguarda e, come qualcuno in passato ha già saputo dire con eleganza, non escludo un ritorno", conclude citando un celebre brano di Franco Califano.


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