Zoff incorona la stagione dell'Inter di Chivu: "Segnale di forza"
Dall'alto dei suoi 84 anni, la maggior parte dei quali spesi nel mondo del calcio prima da portiere, poi da allenatore, oggi da semplice osservatore appassionato, Dino Zoff può esprimersi serenamente su ogni argomenti che riguarda il pallone italico senza timore di smentita. Nel corso di un'intervista rilasciata ad Affidabile.org, il campione del Mondo 1982 ha affrontato vari argomenti, compresa la vittoria ormai prossima dello Scudetto dell'Inter e la situazione della Nazionale azzurra.
L’Inter di Chivu sta dominando la Serie A: è merito loro o il livello del campionato si è abbassato?
"È un segnale della loro forza. Il campionato ha bisogno di qualche ritocco, ma il problema principale è l’esasperazione del VAR e dei fischi continui. I ritmi sono troppo bassi, lo si vede anche a livello internazionale. Ci sono arbitri troppo fiscali e altri che lasciano correre: questo crea confusione. Il calcio è uno sport di contatto, ma così si rischia di fischiare tutto".
Se potesse cambiare una cosa nel calcio italiano di oggi, quale sarebbe?
"Si dovrebbe fischiare meno. Troppi giocatori si buttano a terra per contatti minimi. Io introdurrei una regola semplice: chi resta a terra viene portato fuori automaticamente, senza che l’arbitro si assuma la responsabilità di mandarlo fuori, e rimane fuori 3 minuti. Così si eliminerebbero molti comportamenti opportunistici".
Dopo la terza mancata qualificazione ai Mondiali, con l’eliminazione contro la Bosnia e le polemiche su FIGC e Gattuso, si può dire che il calcio italiano abbia perso la sua identità?
"Non so se abbia perso la sua identità, ma siamo alla terza volta che non andiamo al Mondiale, quindi è qualcosa di più. Una può succedere, due anche, ma alla terza vuol dire che abbiamo problemi notevoli. Probabilmente riguarda un po’ tutto, anche chi va in campo".