.

Inter-Verona, le pagelle - Sucic corre anche sulla passerella, menzione speciale per Mosconi

di Mattia Zangari

SOMMER 6,5 - Chiude la sua esperienza con l'Inter a San Siro con un po' di lavoro da fare: ottimo il riflesso, in controtempo, sul tocco ravvicinato di Lovric con cui tiene in equilibrio la partita al 22'. Prima di lasciare posto a Di Gennaro, viene impegnato con un tiro centrale di Harroui. (DALL'81 DI GENNARO SV). 

ACERBI 6 -  Si perde nelle pieghe della memoria l'ultima volta in cui ha giocato come braccetto sinistro, uno dei tanti segnali di un pomeriggio particolare. La sua vocazione offensiva non viene meno neanche nella sua ultima recita in casa. 

DE VRIJ 6,5 - Deve fare un diagonale difensiva decisiva per cancellare un contropiede potenzialmente letale di Suslov, uno dei rarissimi pericoli creati dagli scaligeri. Quando si avvicina il triplice fischio e la concentrazione generale tende a calare, prova a tenere la barra dritta. 

CARLOS AUGUSTO 6 - In costante proiezione offensiva, è sempre pronto a dare uno sfogo sulla sinistra con diverse sovrapposizioni. Butta dentro qualche cross in area che sono lanci della speranza più che palloni ragionati. Vicino al gol di testa dopo la pennellata da corner di Sucic. 

LUIS HENRIQUE 6 - Si va piano in generale, non è che abbia molte occasioni per sfoderare la sua velocità sulla fascia. Rischia qualcosa nella sua area, sbilanciando Valentini con una spintarella a due mani. 

DIOUF 6 - Seconda gara consecutiva da titolare per il francese, questa volta impiegato da mezzala, ruolo per cui teoricamente era stato prelevato dal Lens la scorsa estate. Difficile inquadrarne il reale valore dopo un'annata strana, da vedere se ci saranno altre occasioni per lui di fare capire chi è in realtà. E' sicuramente un giocatore che 'strappa', caratteristica che mette in mostra anche oggi.  (DAL 63' ZIELINSKI 6 - Tocca pochi palloni). 

SUCIC 6,5 - L'esperimento di regista provato nella finale dell'Olimpico non è andato malissimo, indizio della duttilità tattica del croato. Che al suo primo anno all'Inter ha saputo ritagliarsi il suo spazio importante in una delle migliori mediane in circolazione. Provoca l'autogol di Edmundsson con una delle belle traiettorie disegnate a palla ferma. 

MKHITARYAN 6 - Per l'armeno non esistono partite inutili, anche se la sfida col Verona è una semplice sfilata di un finale di stagione glorioso. Se sarà il penultimo chilometro del suo viale del tramonto lo scopriremo presto, sicuramente la voglia e la serietà non sono mai venute meno nemmeno a 37 anni. Ha la possibilità di segnare come gli era accaduto col Parma nella notte dello scudetto matematica, ma calcia addosso a Montipò. 

DARMIAN 6 - Cinque anni e qualcosa fa, segnando al Verona, regalava una vittoria di platino all'Inter nella cavalcata scudetto con Conte alla guida. Oggi, contro lo stesso avversario ma in un contesto ben diverso, saluta la sua gente lasciando il ricordo di un giocatore che ha dato tutto per la causa. (DAL 63' DIMARCO 6 - Non proprio l'impatto che ebbe col Pisa, un atteggiamento comprensibile date le circostanze). 

BONNY 6,5 - Scudetto, Coppa Italia e... convocazione al Mondiale. Sono state settimane mica male per l'ivoriano che un giorno sì e l'altro pure ha motivi per festeggiare qualcosa. Lo fa anche questo pomeriggio, mettendo la testa in occasione del vantaggio nerazzurro. (DAL 63' PIO ESPOSITO 6 - A un certo punto, con l'uscita di Lautaro, si trova a far coppia con Mosconi. Sprazzo di Primavera per uno dei figli dell'Inter che ce l'ha fatta arrivando a essere importante per la prima squadra). 

LAUTARO 6 - Dopo aver allenato i bicipiti con l'alzata della Coppa Italia mercoledì scorso, in vista dell'incoronazione scudetto di questo pomeriggio, Lautaro è l'unico titolarissimo a scendere in campo dal via. Il motivo? Consolidarsi sul trono dei bomber del campionato. Valentini e Montipò (due volte) gli negano la gioia del 18esimo gol in questa Serie A, poco prima della fine del primo tempo sbaglia una conclusione per lui non impossibile. (DAL 75' MOSCONI 6 - Va a centimetri da un gol da sogno. Merita una menzione speciale per l'atteggiamento messo in campo). 

ALL. CHIVU 6 - "Il presente e il futuro dell'Inter', nella definizione di Marotta, si prende l'ennesimo abbraccio della sua gente dopo una stagione dominata in Italia al primo anno da allenatore di una squadra top. Visto il clima di festa, concede l'ultima passerella a San Siro a chi saluterà il 30 giugno, un regalo allo zoccolo duro del gruppo che gli ha dato tanto in questi mesi.  

VERONA: Montipò 7; Edmundsson 5,5, Nelsson 6, Valentini 6; Belghali 6 (dal 61' Akpa Akpro 5,5), Lovric 6 (dall'84 Vermesan sv), Gagliardini 5,5, Bernede 6 (dal 46' Harroui 6), Frese 6; Suslov 5,5 (dal 61' Sarr); Bowie 6,5. All. Sammarco 6. 

ARBITRO: Calzavara 6 - Il debutto al Meazza è di quelli soft, visto che in campo ci sono due squadre senza obiettivi di classifica. Protagonista di un piccolo fuoriprogramma al 12', quando perde l'attrezzatura VAR, dirige una gara che fila via liscia, pur prendendosi qualche fischio dal pubblico e un rimbrotto da Lautaro per non aver fatto battere il corner a tempo quasi scaduto alla fine della prima frazione. Vede bene, confortato da Lissone, il tocco di mano non punibile di Edmundsson in area di rigore.  
Assistenti: Costanzo 6, Passeri 6
Var: Santoro 6


Altre notizie