Lazio-Inter, le pagelle - Chivu, stella stellina. Lautaro, Akanji e Dumfries su tutti
MARTINEZ 6,5 - Portiere di Coppa dopo l'impegno extra di sabato scorso in campionato, lo spagnolo vive una serata tranquilla, paradossalmente anche più di quella di quattro giorni fa, fino all'ingresso di Dia su cui ci mette letteralmente la faccia parando l'unica, vera occasione laziale.
BISSECK 6 - Si presenta alla partita rimediando un giallo dopo cinque minuti: non il miglior biglietto da visita per una finale. Inizialmente soffre i passaggi lungolinea che permettono a Noslin di attaccarlo alle spalle. Poi la situazione si rasserena un po' per meriti suoi, molto per demeriti della Lazio.
AKANJI 7 - Vincitore seriale di coppe nazionali, l'ex difensore del Manchester City si mette sulla divisa un'altra medaglia, questa volta a forma di coccarda. Completando il grande slam dopo i trionfi in Inghilterra, Germania e Svizzera con una prestazione all'altezza della situazione.
BASTONI 6,5 - Imita Bisseck entrando nel taccuino dei cattivi con un giallo preso molto presto nella partita: al 15', Chivu ha due braccetti con l'ammonizione che pende sulle loro teste. Una situazione che non gli crea problemi, come dimostra al tramonto di primo tempo vincendo un duello rischioso in velocità con Isaksen. A cui poi nega pure il gol dell'1-2 con una deviazione. (DAL 77' CARLOS AUGUSTO SV).
DUMFRIES 7 - Tavares gli nega un gran gol opponendosi al suo tiro al volo che sarebbe diventato un 2-0 certo dopo 25'. Si 'vendica' sul suo dirimpettaio scippandogli palla prima di servire Lautaro per il raddoppio. (DAL 68' LUIS HENRIQUE 6 - Entra subito in clima con due giocate: dribbling secco su Tavares, poi occasione non sfruttata per chiudere la partita).
BARELLA 6,5 - Non dà mai punti di riferimento col suo moto perpetuo che spesso lo porta ad andare in ampiezza sulla destra, fascia da cui trova il modo di incidere anche senza entrare nel tabellino.
ZIELINSKI 6,5 - E' Sucic, non il polacco, ad abbassarsi nella zona che solitamente è occupata da Calhanoglu in costruzione. Una rotazione che lo porta a giocare da mezzala offensiva, un ruolo nel quale fatica a mettersi in evidenza perché ingabbiato in mezzo alle tante maglie biancocelesti. Lo spazio lo trova soprattutto dopo il 2-0, sfiorando anche la gioia personale, prima di ritornare a giocare da play nella ripresa. Manca il tris calciando malamente un rigore in movimento.
SUCIC 6,5 - Duttile, in una sola parola. Si disimpegna bene anche da regista, trovando sempre la postura giusta per far scorrere fluidamente la manovra, non mancando di fare legna come un mediano. (DAL 68' MKHITARYAN 6 - Sangue freddo quando deve gestire il primo pallone, non proprio comodo come benvenuto alla partita).
DIMARCO 6,5 - Dalla bandierina è praticamente una sentenza: se non sono i compagni, ci pensano gli avversari a trasformare i suoi assist in gol. Fa fare una brutta figura a Marusic, con la complicità di Thuram. Offre sempre una soluzione a sinistra, sia nella sua metà campo che, soprattutto, in quella avversaria.
THURAM 6,5 - Tikus non c'è, anzi sì. Da sicuro assente per il fastidio accusato lunedì, a uomo decisivo con la sola presenza sul primo palo che manda in tilt Marusic in occasione del primo vantaggio nerazzurro. Gli basta questa situazione, a cui aggiunge qualche flash qua e là, per meritarsi un posto tra i protagonisti della finale (DALL'82' DIOUF SV).
LAUTARO 7 - Il primo segnale dopo un avvio di gara bloccato lo manda il capitano con un colpo di testa che sorprende Marusic ma non Motta perché è fuori bersaglio. Al secondo pallone utile timbra il cartellino correggendo il punteggio da 1-0 a 2-0 con uno dei gol pù semplici della sua carriera. Una rete che vale un altro trofeo in maglia nerazzurra. (DAL 77' BONNY SV).
ALL. CHIVU 7 - Double nazionale da allenatore debuttante in una big: impossibile chiedergli di più. L'Inter vince e convince in Italia con lo stile del suo allenatore, che avrà avuto anche la 'stellina', come detto da Mourinho per colpa di competitor poco combattivi, ma intanto si mette sulla maglia lo scudetto e la stella d'argento (senza diminutivi).
Lazio: Motta 5,5; Marusic 4,5 (dal 72' Lazzari 6), Gila 6, Romagnoli 5,5, Tavares 5; Taylor 5, Patric 5 (dal 46' Rovella 6), Basic 5 (dal 78' Pedro sv); Isaksen 5 (dal 66' Cancellieri 5,5), Noslin 5,5, Zaccagni 5 (dal 72' Dia 5,5). All. Ianni 5.
ARBITRO: Guida 6,5 - Non esita neanche un secondo a estrarre il primo giallo, dopo 5', all'indirizzo di Bisseck. Una decisione che determina, giocoforza, il metro arbitrale di tutta la finale. Nel primo tempo arrivano altre due ammonizioni: prima Bastoni, poi Gila. Nella ripresa, lascia correre l'azione su diversi contatti. Tutto fila liscio fino all'accenno di rissa che nasce dopo un fallo di Pedro gratuito ai danni di Dimarco, che comunque il direttore di gara doma senza problemi prendendo un provvedimento disciplinare per parte.
Assistenti: Alassi 6, Baccini 6
VAR: Mazzoleni 6.