Milan-Inter, le pagelle - Pioggia di insufficienze. Bonny impalpabile, Bastoni resta lucido
SOMMER 5,5 - Si presenta male, sbagliando un passaggio in uscita e permettendo a Modric di sfiorare il palo. Poi, come tradizione, prende gol al primo tiro in porta anche se Estupinan la piazza bene con il sinistro. Goffo sul tentativo da fuori di Fofana, poi non deve più sporcarsi i guantoni perché la partita si gioca nell'altra metà campo.
BISSECK 5,5 - Se in passato aveva il compito di arginare Leao, stavolta gli tocca, oltre al portoghese quando tende ad allargarsi, controllare Estupinan e in seconda battuta le irruenti sovrapposizioni di Pavlovic, contando sull'aiuto di Luis Henrique anche quando decide di sganciarsi. Se è vero che il brasiliano se lo perde di vista, è il tedesco a tenerlo in gioco convalidando il suo gol, per poi iniziare a barcollare quando viene puntato. Nella ripresa accompagna con continuità la manovra, senza grandi risultati. DALL'80' DIOUF SV.
AKANJI 6 - Pur non essendo il suo periodo migliore da quando veste la maglia dell'Inter, non c'è ragione alcuna perché Chivu possa preferirgli un'alternativa. Lo svizzero ha l'esperienza necessaria per gestire le pause e, soprattutto, è l'unico centrale che può tenere il passo di Leao o Pulisic, anche se dopo lo svantaggio appare in difficoltà a gestire le incursioni avversarie. Per tutto il secondo tempo resta l'ultimo baluardo sui contropiede del Milan.
BASTONI 6 - Accolto sin dal suo ingresso in campo per il riscaldamento da cori di sostego da parte del Secondo Anello Verde, riceve i pèrevedibili fischi dei tifosi avversari che continuano a seguire una patetica moda. Lui se ne sbatte altissimamente e tocca un'infinità di palloni, come evidenziato dal punto di vista sonoro. Mantiene la lucidità fino all'ultimo, alimentando a sinistra la spinta nerazzurra e sacrificando un giallo (e una gamba) per impedire un contropiede. DAL 68' CARLOS AUGUSTO 5,5 - Sostituisce l'infortunato Bastoni e sa già che dovrà attaccare più che difendere. Non riesce però a trovare un posto nelle pieghe della partita.
LUIS HENRIQUE 5,5 - Primo derby di Milano da protagtonista, dopo la panchina dell'andata per eccesso di inesperienza (giocò Carlos Augusto). Nel frattempo di chilometri ne ha fatti e pur con la disponibilità di Dumfries il suo allenatore gli concede ancora fiducia, non fose altro perché è più 'caldo' dell'olandese. Una fiducia tradita con un altro errore difensivo dopo la Juventus: perde di vista Estupinan e lo guarda segnare il gol del vantaggio, senza riuscire ad approfittare delle sue afasie difensive. DAL 59' DUMFRIES 5,5 - Crea subito il panico nell'area del Milan con una serpentina sventata con difficoltà dalla difesa. Si posiziona a destra ma riceve sempre da fermo e non porta a casa nulla di che.
BARELLA 5,5 - La luna storta delle ultime settimane, forse qualcosa in più, conta zero di fronte a un derby in cui l'Inter è priva di quattro leader o potenziali tali, almneo inizialmente. Chivu si fida del suo interismo prima che della sua vena calcistica e gli chiede di guidare i suoi, supportando anche i due 'sbarbatelli' in attacco. Una richiesta che viene accolta solo in parte, perché pur rimanendo con la testa in partita non riesce a incidere in alcun modo e commette troppi errori. DAL 68' FRATTESI 5,5 - Come spesso accade contro difese schierate, fatica a mettersi nelle condizioni di ricevere il pallone e tentare la giocata. Il suo impatto risulta così praticamente nullo.
ZIELINSKI 6 - Nonostante il rientro di Calhanoglu tocca ancora a lui dirigere il traffico a centrocampo, perché a Chivu serve continuare a battere il ferro polacco finché è caldo. Inevitabilmente stimolante il confronto con Modric che ha le stesse responsabilità tra i rossoneri, una sfida tutta qualità tecnica e personalità. Una sfida che lo vede giocarsela alla pari, anche se è evidente come non sia nella sua miglior serata. Però quanto meno tiene il polso della gara e mostra la solita personalità.
MKHITARYAN 5,5 - Per l'armeno, che ne ha già diversi nel curriculum con ben 3 gol all'attivo, potrebbe essere l'ultimo derby di Milano e lo affronta da titolare, sfidando i muscoli di Fofana. Tiene il campo come al solito, però al 34' si divora la rete del possibile vantaggio calciando addosso a Maignan dopo una progressione centrale: un minuto dopo il Milan va in vantaggio, appesantendone la coscienza. La sua sagacia tattica serve a poco contro il dinamismo del centrocampo avversario. DAL 59' SUCIC 6 - Mette un po' di freschezza al centrocampo, stazionando costantemente sulla trequarti e facendo girare il pallone.
DIMARCO 5,5 - Forse è la prima volta che il popolo nerazzurro si rivolge in primis a lui per trascinare la squadra nel derby. La sua condizione psico-fisica è il volano delle speranze della capolista, nonché principale spauracchio per gli uomini di Allegri. Uno spauracchio che però viene controllato nel modo giusto, impedendogli di sferrare il suo gancio mancino, inefficace stavolta anche sui calci piazzati. E con una grande occasione sprecata malamente da ottima posizione.
BONNY 5 - Smaltita la contrattura che dopo il Genoa aveva fatto temere il peggio, gli tocca giocare dall'inizio a causa dell'assenza dell'ultimo minuto di Thuram. Non che ci si debba mettere i capelli tra le mani, visto che l'ex Parma utlimamente è parso più in palla del connazionale. Questo sulla carta, perché poi all'atto pratico quello con la febbre sembra proprio lui: scarico, assente, poco convinto nei duelli. In una parola: impalpabile.
ESPOSITO 5,5 - Se gli avessero detto l'estate scorsa che sarebbe stato titolare in un derby potenzialmente decisivo per lo Scudetto probabilmente si sarebbe messo a ridere incredulo. Invece il forfait della ThuLa lo riporta in prima linea in una partita che conosce bene, almeno a livello giovanile. Stavolta però c'è qualche riflettore in più, oltre all'aggressività dei tre centrali rossoneri che gli stanno addosso e che, oltre a rifilargli diversi colpi su cui Doveri spesso soprassiede, lo tengono a bada e lo neutralizzano. Tanto lavoro sporco, poca efficacia.
ALL. CHIVU 5,5 - Senza la ThuLa e con Calhanoglu evidentemente non in grado di giocare, deve affidarsi alla coppia offensiva giovane e all'esperienza di Mkhitaryan. Tutti però tradiscono le attese. Perde un altro derby per 1-0, pur giocando meglio. Paga la sterilità offensiva e le poche opzioni a disposizione, ma non riesce a invertire l'atteggiamento della squadra che non prova neanche a cambiare spartito. Brutto stop nella partita peggiore e campionato che oggi è meno chiuso di quanto sembrasse ieri.
MILAN: Maignan 6, Tomori 6,5, De Winter 6,5, Pavlovic 6,5, Saelemaekers 6, Fofana 6,5 (dal 73' Ricci sv), Modric 6,5, Rabiot 6, Estupinan 6,5, Pulisic 6 (dall'84' Nkunku sv), Leao 5,5 (dal 73' Fullkrug sv). All. Allegri 6,5
ARBITRO: DOVERI 5,5 - Come prevedibile fischia poco e lascia giocare, costringendo i giocatori ad adeguarsi al suo metro. Al 17' fischia punizione al Milan interrompendo un'azione potenzialmente insidiosa dell'Inter per fallo su Leao di... Fofana. Topica. Un minuto dopo risparmia il giallo a Tomori che sgambetta Esposito, poi replica su Estupinan contro Barella e Zielinski su Rabiot. Ma la linea è quella, anche se più volte non la segue. Giusti i cartellini estratti nella ripresa. Nel finale c'è un fallo di mano di Ricci ma Abisso non glielo segnala.
ASSISTENTI: Baccini 5,5 - Berti 6
VAR: Abisso 5