Abodi: "Abbiamo bisogno di ragazzi come Esposito. Esultanza di Dimarco? Polemica che non ha senso"
"Giovedì sera ho urlato...", racconta Andrea Abodi, ministro per lo Sport, presente a Bergamo, dove ha "sperato, sofferto, esultato" come ha raccontato alla Gazzetta dello Sport, qualche giorno dopo quella gioia Nazionale che speriamo possa essere celebrata davvero. Celebrazioni che potranno consumarsi solo martedì dopo il triplice fischio della gara contro la Bosnia, nella speranza che ci consegni un risultato che faccia finalmente festeggiare. E proprio sull'incontro di martedì, che gara si aspetta il ministro Abodi?: "Credo ci siano tutte le condizioni, non soltanto per valori tecnici ma anche per gli aspetti psicologici, per far bene. Certo, giocheremo in uno stadio ostile, come è normale che sia, ma la presenza dei tifosi italiani sarà certamente appassionata e rumorosa. E milioni di cuori batteranno forte dall’Italia e sono certo che i ragazzi li sentiranno bene", ha detto.
Chi l’ha sorpresa a Bergamo?
"Sorpreso nessuno, ma Kean ha quel passo in più. Si vede che ha fame, che ha voglia. Abbiamo bisogno di ragazzi educati, ma anche sfacciati e appassionati. Lui incarna bene le due cose, così come Pio Esposito e qualcun altro".
Che idea si è fatto del video dell’esultanza degli azzurri alla qualificazione della Bosnia?
"Non mi sembra ci sia stato un entusiasmo smodato, non so neanche che cosa abbiano pensato in quel momento. Non capisco perché sia stato dato eccessivo significato a quell’esultanza, parliamo di ragazzi che avevano appena finito la partita, non mi sembra ci sia niente di censurabile né di provocatorio. Cerchiamo di andare oltre, abbiamo già tante cose oggettivamente complicate, questa è una polemica che non ha senso".
Il gruppo di Gattuso è molto unito, lo dimostrano gli infortunati che hanno raggiunto la squadra. Si intravede qualcosa dell’Italia del 2021 di Mancini?
"Quel cuore c’è, quindi grande merito a Rino e a tutto lo staff che comprende anche figure che hanno fatto la storia del nostro calcio. E questo non è un fattore secondario, senza nulla togliere a chi c’è stato prima. Si può ricreare quel clima, ma quel clima si è determinato con una persona in più. E io mi auguro che Luca possa metterci qualcosa di suo, da lassù".