Albertini: "Se vince l'Inter, è una sentenza. Ma anche se perde, non è detto si riapra il campionato"
"Se vince l'Inter, è una sentenza: 13 punti di distacco a 10 giornate dalla fine sarebbero troppi. Ma anche se perde, non è che automaticamente si riapra il campionato". Così Demetrio Albertini ha emesso, sulle pagine di Repubblica, la sua previsione in vista del derby di Milano in programma per domani che potrebbe dirla lunga sulla stagione.
C'è tanta differenza?
"Sono prima e seconda con merito, ma l'Inter è più consolidata. Il Milan ha cambiato tanto, la società si è messa in discussione. Ora a livello sportivo ha due punti fermi, Tare e Allegri, un eccellente gestore, nessuno può dubitarne. Certo, il mercato lo fa il club".
Anche l'Inter ha cambiato allenatore.
"Chivu ha alle spalle la stessa guida societaria, lo stesso ds Ausilio e più o meno gli stessi giocatori. È un bel vantaggio".
Però l'Inter è uscita dalla Champions col Bodo.
"Siamo indietro. Gli altri sono più veloci e spavaldi. Noi scimmiottiamo il tikitaka: non trasmettiamo emozioni. Non saltiamo l'uomo, i passaggi sono quasi tutti laterali, il gioco è lento".
Però nel 2023 c'erano tre finaliste italiane nelle Coppe.
"La finale indica una bella stagione, ma quante, delle 4 italiane di questa Champions, erano favorite? Quando raggiungiamo gli obiettivi, sembra più un fatto episodico".
Abbatteranno San Siro.
"È casa mia, ma non è più idoneo. Quanti ricordi, da quando entrai ragazzino con mio papà per Milan-Catania. Ma certi paragoni non reggono più".