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Ascione ascolterà diversi Club Referee Manager. L'articolo 22 fa chiarezza

di Fabio Costantino

Mentre le squadre cercano di fare il proprio dovere sul rettangolo di gioco, il PM Maurizio Ascione sta facendo altrettanto negli uffici della Procura di Milano dove prosegue l'inchiesta sul sistema arbitrale che ha portato nei giorni scorsi all'autosospensione del designatore Gianluca Rocchi e del responsabile VAR Andrea Gervasoni. Nei prossimi giorni verranno ascoltati diversi DAA, altrimenti definiti Club Referee Manager, così come espponenti della Lega Calcio. L'obiettivo è capire, attraverso testimonianze, come funziona il rapporto tra queste figure ormai diffuse nelle società e i vertici arbitrali, partendo dall'intercettazione in cui Rocchi cita un certo "Giorgio", attualmente individuato in Schenone, e di arbitri che "Loro non vogliono più vedere".

La stagione di riferimento è la scorsa, 2024/25, e come Schenone sotto la lente di Ascione, ci sarebbe anche Luca Maggiani, pure lui ex assistente, ora alla Juventus, Carnine Russo, che del Monza è anche team manager dopo aver fatto l’arbitro in A e B, e Riccardo Pinzani, uno specialista, avendo fatto il DAA al Parma, passando poi a Coordinatore club/arbitri e ora di nuovo club referee manager alla Lazio. Questo per citare i più famosi, ma l'ambiente ne riconosce molti altri.

L’articolo 22 del Codice di Giustizia Sportiva, redatto dall’avvocato Viglione, recita così: "Alle società, ai loro dirigenti e tesserati è fatto divieto di intrattenere rapporti di abitualità o rapporti comunque finalizzati al conseguimento di vantaggi nell’ambito dell’attività sportiva con i componenti degli organi del sistema della giustizia sportiva e con gli associati dell’AIA". Ergo, nessun veto ai rapporti tra le parti, purché non siano finalizzati a ottenere dei vantaggi. E nello specifico, a parte quella frase sopra citata, non emerge una condotta illegale.


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