Bia: "Dissi sì all'Inter in cinque secondi. Giocare a San Siro era il mio sogno. Moratti era uno di noi"
Lunga chiacchierata di Giovanni Bia alla Gazzetta dello Sport, dove l'ex calciatore si racconta a 360 gradi, ripercorrendo il doloroso periodo flagellato dagli infortuni, ma ma non solo. "Posso solo dirle che i nerazzurri sono sempre stati la mia prima opzione. Ho detto sì in cinque secondi. Non mi importava nemmeno dei soldi. Giocare a San Siro era il mio sogno" dice, tornando sulla parentesi interista.
Eravate un bel gruppo, uno spogliatoio pieno di campioni e con tanti italiani. Pagliuca, Berti, Fontolan e compagnia. Un aneddoto?
"Eh... troppi ce ne sarebbero da raccontare. Le dico questa: un giorno Fontolan viene alla Pinetina e inizia a dire che il giorno dopo sarebbe arrivato all’allenamento con l’elicottero. Partirono scommesse e prese in giro. Ci giocammo mezzo milione. E niente, quel matto di “Fontolino” il giorno dopo si presentò davvero in elicottero. Eravamo tutti a bocca aperta. E il bello è che affittarlo gli era costato più di dieci milioni, spesi per vincerne... mezzo. Ma le nostre facce quel giorno credo non avessero prezzo".
In quella squadra c’era anche Dennis Bergkamp. Cosa è andato storto secondo lei?
"Dennis è un ragazzo buonissimo, oltre che un fuoriclasse unico. E non lo scopro di certo io. Però, era molto timido, introverso, passava tutto il tempo con Jonk. Non è riuscito a esprimersi. Credo soffrisse anche i fischi di San Siro, non è facile sopportare 80mila persone che mugugnano e si aspettano da te sempre giocate da campione".
Si dice che a volerla fu Moratti. Che rapporto ha avuto con il presidente?
"Un uomo d’altri tempi. Aveva occhi e orecchie ovunque. Si preoccupava di noi, delle nostre famiglie, era curioso. Ricordo tante chiacchierate con lui dopo cena. Frequentava lo spogliatoio, era uno di noi".