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Condò: "Inter, distanza umiliante dalle altre. Esposito titolare? Con questo Thuram..."

di Antonio Di Chiara

Paolo Condò esprime il suo giudizio sulla finale di Coppa Italia attraverso le colonne del Corriere della Sera. "La conquista della Coppa Italia finisce di aggiungere all’Inter di Cristian Chivu la dimensione dominante inaugurata in pratica a gennaio - si legge -. Assieme a un gioco per molti aspetti codificato e a una facilità di gol degna delle corazzate europee, l’Inter ormai produce quel nervosismo che ottenebra i rivali inducendoli all’errore".

"Se già aveva realisticamente poche chance di rovesciare il pronostico — ed erano comunque legate a una concentrazione «folle», per dirla con Sarri — la Lazio ieri si è sparata sui piedi regalando letteralmente i due gol e con quelli la partita. La goffa autorete di Marusic e la palla perduta da Tavares che innesca il tandem Dumfries-Lautaro sono attimi di distrazione fatale; situazioni preparate (un corner) o semplici (un retropassaggio) nelle quali qualcuno ha tirato il fiato dopo aver corso un rischio e prima di affrontarne un altro".

"La Coppa era in cassaforte dopo 35 minuti, e domenica verrà festeggiata a San Siro accanto allo scudetto, a ribadire una distanza dalle altre che in questo finale di stagione si sta dilatando in modo perfino umiliante. La considerazione che si deve agli avversari ha fatto dire a Chivu alla vigilia che lo 0-3 di sabato non significava nulla: una liturgia corretta — il rispetto non si negozia, si dimostra — che il campo ha smentito. Significava eccome. Nel ritorno l’Inter ha raccolto 40 punti, 8 più di chiunque altra e 14 più della Lazio. Il suo vantaggio in classifica è salito a 15 punti, e ormai siamo nella zona dei monologhi dell’Inter di Inzaghi (+19) e del Napoli di Spalletti (+16)".

"Chiudiamo con un po’ di autocritica, perché a metà stagione ci scappò di dire che il brillante comportamento di Esposito, a fronte di un’eclisse di Thuram, indicava chiaramente chi dovesse essere (accanto a Lautaro) l’attaccante titolare della prossima stagione. Senza certo rinnegare la stima per l’azzurro, quel che ha fatto il francese negli ultimi due mesi è tanta parte dello strappo operato dall’Inter. Avendolo visto in declino, mettiamo volentieri i suoi occhiali".


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