Croce, che ha denunciato dopo Inter-Verona: "Ci avevo visto giusto"
Si chiama Michele Croce ed è un avvocato, ex candidato a sindaco (Lega Nord) e, nel tempo libero, tifoso del Verona. Proprio per la sua fede calcistica ha deciso di intervenire personalmente dopo Inter-Verona del gennaio 2024, partita che rientra tra i casi dell'inchiesta per frode sportiva e in cui lui era presente con i figli. L'episodio che ha coinvolto Alessandro Bastoni e Ondrej Duda non gli è andato giù e ha deciso di farsi avanti per denunciare il fatto: "Ho presentato l’esposto, l’episodio mi è sembrato subito un furto, una frode. L’arbitro VAR e il suo assistente avrebbero dovuto obbligatoriamente chiamare l’on field review, cioè chiedere all’arbitro in campo di verificare. Non l’hanno fatto, violando dolosamente una norma del regolamento. Quella scelta ha influito sul risultato della partita - ha spiegato Croce a La Repubblica -. Il PM Ascione mi ha convocato prima dell’estate 2025. Mi ha detto che avrebbe raccolto audio e video. Riteneva che la mia querela non rappresentasse un episodio isolato. E da quello che leggo, ci avevo visto giusto".
A onor del vero, per quanto si possa discutere all'infinito sul mancato intervento del VAR in occasione dell'azione che porta al gol di Davide Frattesi (l'arbitro Michael Fabbri chiarisce in diretta che secondo lui Duda ha simulato), va sottolineato come la rete del momentaneo 1-1 firmata da Thomas Henry nasca da un fallo evidente non fischiato a favore di Marko Arnautovic (VAR silente) mentre al minuto 100 lo stesso Henry si presenta dal dischetto per pareggiare (colpisce però il palo) dopo un rigore concesso in seguito a un intervento del VAR per un contatto molto leggero tra Matteo Darmian e Giangiacomo Magnani. In questi evidentemente non c'era nulla da segnalare nell'esposto...