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Evani: "Dimarco non ha mancato di rispetto. Esposito tanta roba, dà la scossa e può diventare di altissimo livello"

di Stefano Bertocchi

Alberico Evani, che da giocatore è stato vicecampione del mondo con la Nazionale nel 1994 e da tecnico campione d’Europa (era vice di Roberto Mancini nel 2021), viene intervistato da Tuttosport per analizzare il momento dell'Italia a pochi giorni dalla finale del playoff Mondiale contro la Bosnia. 

Era al fianco di Mancini nel 2019: 3-0 alla Bosnia ed Erzegovina a Zenica. Che ambiente aspetta l’Italia? 
"Caldo: lo stadio è piccolo, la spinta del pubblico si sente. Però i tifosi non giocano: in campo vanno i calciatori e credo che la maggiore qualità dell’Italia possa fare la differenza".

L’aspetto psicologico, però, conta. 
"Sì, ma qui si parla di andare ai Mondiali: sono due volte che non succede, credo che la squadra sia carica e consapevole di cosa si gioca. Poi c’è l’avversario, che cercherà di creare dei problemi a maggior ragione giocando in casa".

Ha fatto discutere l'esultanza di alcuni azzurri. Dimarco ha detto di non aver voluto mancare di rispetto a nessuno: meglio aver evitato Cardiff? 
"Non solo per una questione ambientale, anche per il loro tipo di gioco, molto fisico e veloce. Può darsi ci fosse una piccola preferenza e, se uno spera anche in misura minima che vinca una squadra, poi ci sta che reagisca. Può capitare, non mi pare che abbia mancato di rispetto a nessuno. Del resto, credo che anche i bosniaci avrebbero voluto incontrare l’Irlanda del Nord al posto nostro".

Squadra che vince non si cambia o schiererebbe Pio Esposito al posto di Retegui? 
"Questo lo vedrà Rino. Valuterà chi è più pronto e più fresco a pochi giorni dalla gara di Bergamo. Una cosa è sicura: alternative ne ha e le idee le ha chiare".

Certo, Esposito fa un bell’effetto.
"Dà la sensazione di creare un pericolo costante all'avversario. E poi ho l'impressione che dia una scossa, un’iniezione di entusiasmo ai compagni, grazie alla sua spensieratezza. Il tutto senza considerare la sua forza fisica: tanta roba".
 
Può diventare un grande numero nove internazionale? 
"Le potenzialità si intravedono e le sta dimostrando: nonostante sia molto giovane e giochi in una squadra importante come l'Inter, non subisce pressioni e riesce a esprimere tutto il suo potenziale. Può diventare un giocatore di altissimo livello".
 


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