Farioli: "La mia tesi di laurea col Triplete. Mourinho il migliore in un aspetto"
A soli 37 anni, Francesco Farioli si è tolto la grande soddisfazione di vincere un campionato portoghese da allenatore del Porto, un anno dopo averne perso un altro con l'Ajax che stava dominando e che è stato gettato al vento sul filo di lana. Un crollo improvviso che non ha impedito al tecnico italiano di trovare subito sistemazione ai Dragoes, che ha portato fino al titolo nazionale. Tante le testate che oggi puntano su un'intervista allo stesso Farioli, che parla anche del rapporto instaurato con Josè Mourinho, leggenda del Porto nonostante il recentissimo trascorso (da darsi praticamente per concluso) ai rivali del Benfica.
Qual è la cosa che la rende più orgoglioso?
«Qualche giorno fa ho chiesto ai giocatori di rispondere a un questionario in forma anonima e di non avere paura di usare il bazooka contro di me e il mio staff, se qualcosa non gli fosse piaciuto. Nessuno lo ha usato e molti hanno scritto che in campo sanno perfettamente dove stare e cosa fare. Il calcio può prendere due direzioni, quella dell’entropia o quella dell’ordine, e la prima qualità dell’allenatore non è la tattica, ma la capacità di far sentire il calciatore parte di qualcosa di più grande di lui».
Chi è il migliore in questo?
«Mourinho. Nella mia tesi di laurea ho parlato del triplete. Abbiamo avuto contatti sporadici, ma l’anno scorso mi mandò un vocale di due minuti prima della partita decisiva dell’Ajax e in questo ci siamo sentiti molto spesso, anche se quando ci siamo sfidati non ci siamo scambiati una parola».
Da leggenda del Porto, che consigli le ha dato?
«Di ascoltare ed esplorare. Mi ha parlato per 5 minuti della squadra e per 25 della gente e della città».