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Franco Baresi: "Rappresentare l'Italia a San Siro per le Olimpiadi è stato magico. Bergomi non sarà mai un rivale"

di Egle Patanè

"Rappresentare il proprio Paese per un'Olimpiade è un'occasione unica", ha detto Franco Baresi al Corriere della Sera dove è intervenuto dopo essersi cimentato nei panni di tedoforo al fianco di Beppe Bergomi.

Farlo a Milano, nella città della sua consacrazione come leggenda calcistica, e a San Siro nel teatro delle sue gesta l'ha reso più epico?
"Certo, ha reso ancora più particolare l'esperienza, San Siro è stata casa mia per decenni. Non le dico il batticuore quando sono uscito sul campo e ho visto lo stadio pieno. La voce di Bocelli ha reso tutto più magico. Diciamo che è stato un tragitto breve ma intenso. In carriera non avevo mai provato un'emozione del genere".

Eppure non era la sua prima volta.
"No, avevo già fatto il tedoforo a Park Avenue in occasioni delle Olimpiadi di Atlanta, quelle che nell'immaginario sono indimenticabili per l'accensione del braciere da parte di Cas-sius Clay. In quell'occasione avevo portato la fiaccola per un chilometro. Ma farlo per Milano-Cortina, con tutto il rispetto, ha un altro significato".

Al suo fianco poi ha avuto Beppe Bergomi, l'avversario di centinaia di derby. Era tutto studiato dall'inizio?
"Ma no, mi hanno avvisato una settimana fa. Prima non sapevo neanche quale tratto avrei dovuto percorrere, e quindi tanto meno che lo avrei fatto in compagnia. Beppe però non sarà mai un rivale, è un grande amico".


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