CdS - Abodi duro. E intanto c'è chi festeggia la "liberazione" da Rocchi
La vicenda che riguarda Gianluca Rocchi è l’ennesimo tsunami che si abbatte sul calcio italiano, e come se la sconfitta contro la Bosnia che ha tagliato l'Italia fuori dal Mondiale non fosse abbastanza, eccone un altro. D'altronde non è mistero che l'AIA "sarebbe stata oggetto delle attenzioni da parte del governo di via Allegri". Gravina voleva già commissariare gli arbitri così da "cambiare un mondo che, da quando ha ottenuto la “democrazia”, ha continuato ad avvitarsi su se stesso".
"Adesso si procede a colpi di scure, un taglio dietro l’altro" e il risultato è "che nel giorno più buio, un avviso di garanzia nei confronti del designatore degli arbitri italiani, c’è chi pubblica su Facebook (l’ex assistente Domenico Rocca, dal quale nasce l’esposto su Udinese-Parma) un post: 'Chi di spada ferisce, di spada perisce'", primo di una serie di discutibili episodi che fanno riflettere anche sulla "liberazione" da Rocchi festeggiata da alcuni. Ad ogni modo, "commissariare l’AIA avrebbe significato azzerare un sistema che non funziona più, sia tecnicamente che politicamente" si legge sul Corriere dello Sport che poi riporta anche le parole del Ministro dello Sport, Abodi, che su X si è duramente espresso.
"C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque ! (...) Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico" si legge in un passo del post del ministro.