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CdS - Audizione Butti, tutto normale. La tesi che emerge è che...

di Antonio Di Chiara

Sono cominciate ieri le audizioni in Procura a Milano riguardanti l'inchiesta sugli arbitri portati avanti dal pubblico ministero Maurizio Ascione e che vede indagati per frode sportiva in concorso il designatore arbitrale (sospeso) Gianluca Rocchi e il supervisore Var (anch'egli sospeso) Andrea Gervasoni. Con loro anche Di Vuolo e Nasca, nonché Paterna, unico ad avere una contestazione differente (false informazioni).

Nelle audizioni di ieri è stato ascoltato Andrea Butti, Head of Competitions and Operations della Serie A. Gli inquirenti avrebbero insistito soprattutto sul funzionamento dell'IBC Center di Lissone, dove ha sede il Var, e delle famose "bussate" che ci sarebbero state. Domande anche sulle possibili pressioni da parte di Rocchi, visto che i due si sentivano spesso, come è nella normalità visto che Butti doveva organizzare le trasferte degli arbitri fuori dall'Italia, come la Supercoppa. 

L'impressione, si legge sul quotidiano, è che non ci siano state risposte che abbiano portato novità su questa inchiesta, incentrata a trovare con chi Rocchi avrebbe portato avanti la presunta frode in concorso e quale sia stato il suo vantaggio. In quattro mesi di intercettazioni, l'unica emersa sarebbe quella tra Rocchi e Gervasoni in cui il designatore afferma: "Loro non lo vogliono più vedere", rivolto all'Inter.

La tesi che starebbe emergendo è che le scelte di Rocchi siano state fatte per trovare l'arbitro migliore per la partita migliore, abbattendo tra le altre cose anche la preclusione territoriale. Per questo motivo Doveri e La Penna hanno diretto Roma e Lazio, così come Sozza ha fatto con le milanesi.

Tra el altre audizioni ieri c'è stata anche quella di Riccardo Pinzani, ex coordinatore (per tre anni) AIA/società, che avrebbe spiegato anche i rapporti (totalmente leciti, scrive il Corsport) con Schenone, "la cui posizione potrebbe essere rivista". 


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