CdS - Chivu alza le barricate attorno alla sua Inter e cerca di tenere lontano i fantasmi
"Alla viglia della sfida con la Roma, Chivu alza le barricate. Ma, visto che, come di dice, la miglior difesa è sempre l'attacco, per proteggere il suo gruppo, il tecnico rumeno non ha fatto prigionieri, replicando e pure ‘arringando’ a seconda dei casi. Non è stata la prima volta: è il volume che è stato più alto", si legge sul Corriere dello Sport.
"Il momento è particolarmente delicato, solo che non può esserlo solo per l'Inter", che, fino a prova contraria, è comunque capolista con 6 punti di vantaggio sul Napoli, secondo, e 7 sul Milan, terzo. Eppure certi commenti che si elargiscono sulla squadra milanese, Chivu lamenta di non sentirne altrove e anche sugli attacchi ad personam, vedi quanto accaduto nelle ultime settimane a Bastoni, crede nulla sia casuale. A proposito di Bastoni, "tutto il club nerazzurro la pensa allo stesso modo. E nessuno si sogna di metterlo in discussione. Fermo restando l'interesse concreto del Barcellona".
Discorso "allargato a tutti i nerazzurri convocati in Nazionale, finiti a loro volta al centro della bufera" che Chivu difende con orgoglio ieri in conferenza della vigilia, durante la quale ha poi parlato di Pio Esposito, "autore del primo errore dal dischetto" al quale riconosce e applaude il coraggio e la personalità di scegliere di tirarlo. Ora però l'Inter, al di là delle parole di incoraggiamento, "ha la necessità di tornare a vincere dopo tre giornate a secco (2 punti raccolti), e la Roma non è certo l'avversario più agevole, tenuto conto, appunto, anche di un morale tutto da verificare, ma Chivu non si dice intimorito e a proposito di timori e fantasmi, l'allenatore interista allontana pure quelli legati alle congetture che riguardano gli arbitri.