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CdS - Chivu coraggioso, Inter in semifinale. Ma ora avrà due partite in più...

di Alessandro Cavasinni
Fonte: Corriere dello Sport

L'Inter mette sotto un Torino colpevole di essersi svegliato troppo tardi e conquista la semifinale di Coppa Italia con i gol di Bonny e Diouf. "Avanzare in Coppa Italia, per l’Inter comporta l’aggiunta di almeno altre due partite ad un calendario già molto intasato. E l’andata della semifinale (contro una tra Napoli e Como) cadrà giusto prima del derby di ritorno con il Milan e ad una settimana dall’eventuale ottavo di Champions - sottolinea il Corsport -. Se non altro, Chivu ha ottenuto discrete risposte dalle seconde linee, con Sommer, Zielinski, Akanji e Dimarco nemmeno in panchina. Frattesi, infatti, era l’unico confermato rispetto all’undici iniziale di Cremona. E dell’ipotetica squadra titolare era il campo il solo Thuram. Il tecnico rumeno, peraltro, non si è fatto problemi a lanciare pure Cocchi e Kamate (Darmian è rimasto fuori per un attacco di gastroenterite come Casadei dall'altra parte per febbre), sue “creature” nel vivaio interista, ora protagonisti nell’Under 23: un’altra dimostrazione di coraggio, premiata soprattutto dal secondo". 

 
RITMO LENTO. Inter a palleggiare e Toro ad aspettare. Il primo tempo ha visto i nerazzurri controllare il gioco quasi per inerzia, davanti all’atteggiamento sonnolento degli ospiti. Ritmi bassissimi, sviluppo del gioco fin troppo lineare. Dovuto, nel caso dell’Inter, anche ad una mediana del tutto inedita, con Mkhitaryan a dirigere le operazioni e la coppia Frattesi-Diouf ai suoi fianchi. La squadra granata, invece, sin troppo passiva, ha trovato qualche scossa solo con Vlasic (squalificato in campionato) e Pedersen, sulla destra. Anche perché Cocchi ha mostrato tutta la sua inesperienza di 19enne. 
 
ASSIST KAMATE. Ad ogni modo, dopo una girata centrale di Bonny in avvio e una percussione di Carlos Augusto, conclusa con un poderoso diagonale mancino finito sulla traversa, gli uomini di Chivu hanno trovato il modo di sfondare nel finale di tempo. E, peraltro, ad ispirare l’incornata vincente dello stesso Bonny (non ha nemmeno esultato) è stato Kamate, che, prima di crossare, ha puntato e saltato un Obrador poco reattivo. La reazione granata è stata blanda, con l’unica eccezione di un colpo di testa alto di Kulenovic, su marcatura imperfetta di Carlos Augusto. L’Inter, invece, è scattata prima dai blocchi pure dopo l’intervallo, trovando il raddoppio grazie ad uno spunto sulla destra di Thuram (Obrador ancora non pervenuto), che ha servito un pallone perfetto per la scivolata letale di Diouf. 
 
RADDOPPIO E REAZIONE. Gara chiusa? Macchè. Sotto di 2 gol, ecco che il Toro è uscito dal guscio. Gli ospiti hanno prima testato i riflessi di Martinez, per poi bucarlo con una testata del neo-arrivato Kulenovic, pronto ad avventarsi sul traversone di Pedersen deviato da Carlo Augusto. Con il risultato nuovamente aperto, la sfida si è accesa, come dimostrato dalle diverse ammonizioni fioccate nel fionale. Gli ospiti si sono scoperti e l’Inter, con un nuovo tandem offensivo - Lautaro e Pio al posto di Thuram e del “ferito” Bonny -, ha trovato qualche spazio in più. Ma non abbastanza per arrivare a sigillare la qualificazione, rimasta in bilico fino allo scadere. Nemmeno il Torino, però, nonostante gli sforzi e l’ingresso di energie fresche, Ilkahn e Zapata in particolare, è riuscito a dare il colpo di reni per il pari. 


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