CdS - Maxi spesa per gli italiani, Inter mai pentita: nemmeno con Frattesi
Il Corriere dello Sport ripercorre la storia recente degli acquisti di giocatori italiani da parte dell'Inter che sono arrivati dopo un investimento pesante, da Barella a Frattesi passando per Bastoni, sottolineando come ci sia una forte volontà di rimpolpare lo zoccolo duro italiano e come mai la società si sia pentita dell'investimento. Nemmeno con lo stesso Frattesi, che pure non è mai stato un titolare, ma ha comunque dato grandi soddisfazioni nei primi due anni in nerazzurro.
Italiani all'Inter, gli investimenti per Barella e Bastoni
La nazionalità invoglia, nonostante i 50 milioni e oltre che l'Inter rischia di dover spendere per il cartellino. "Il costo storico di Barella, considerando anche i bonus maturati negli anni, ha superato addirittura i 50 milioni di euro - si legge -: di fatto la cifra che in qualche modo l’Inter dovrà raggiungere per soddisfare anche l’Atalanta stavolta. Mai però i nerazzurri si sono pentiti, neanche per un istante. Lo stesso è successo con Alessandro Bastoni, pagato circa 31 milioni (che con i bonus sono arrivati a 40,7) anche lui nell’estate del 2019 proprio dai bergamaschi e rivelatosi fin da subito in grado di scalare le gerarchie".
Italiani all'Inter, il contributo di Frattesi
"C’è anche un altro esempio da fare - si legge ancora - ed è quello di Davide Frattesi. Tralasciando infatti le difficoltà dell’ultima stagione, il giocatore ha dato un contributo enorme al raggiungimento dei traguardi di squadra nelle sue prime due stagioni in nerazzurro. Nella prima, quella della trionfale cavalcata verso la seconda stella, ha deciso più volte gare bloccate. Così come nella storia resterà la vittoria casalinga sul Barcellona nella semifinale di ritorno della scorsa Champions League, decisa ai supplementari proprio da un suo gol. Frattesi aveva già messo la firma nel match di andata contro il Bayern Monaco all’Allianz poche settimane prima".