Corsera - Da Bastoni a Mancini, a San Siro con gli strascichi di Zenica: Inter-Roma per voltare pagina
C'è vita oltre Zenica e dopo la Bosnia gli italiani dovranno tornare concentrati sui loro obiettivi. E per gli azzurri ci sarebbe Inter-Roma, da giocare domani sera a San Siro, partita da affrontare con "un fantasma col quale convivere che riappare pure sotto mentite spoglie" come si legge sul Corriere della Sera che nell'elenco di chi è "scivolato dopo aver camminato sulle uova" parte da Alessandro Bastoni, ovvio, "che di (cartellino) rosso ha continuato a far patire gli altri: Kalulu un mese e mezzo fa, gli italiani tutti martedì a Zenica, cambiando il senso della partita. E poi c'è Dimarco, che quel gol col sinistro di solito lo segna a occhi chiusi e invece in Bosnia macché. Dimarco che quella esultanza no, non ha motivato i bosniaci. Ma - l'ha raccontato Dzeko - di sicuro li ha convinti un po' di più che una squadra che temeva il Galles proprio sicura dei propri mezzi non poteva essere" si legge ancora sul quotidiano milanese che continua su Pio Esposito.
Autore di un "rigore alle stelle che ha scoperto la prima grande (e alta, pure quella) delusione della sua carriera". Ma l'interista "non è stato il solo a sbagliare" e a un altro protagonista in negativo nella lotteria degli undici metri di Zenica è Bryan Cristante. "Pure lui a San Siro, la traversa che ancora trema e la maledizione di una carriera che si chiuderà - per lui come per molti altri - senza un Mondiale disputato". Stesso discorso che vale pure per Gianluca Mancini, che "sul rosso di Bastoni la sua fedina penale non è pulita, e come se non bastasse poi è finito coinvolto pure sul pareggio della Bosnia".
"Si può sempre fare un esercizio di ottimismo: Inter-Roma non potrà che andare meglio. Non potrà che contenere meno errori dello scorso terribile martedì. Magari aiuteranno gli stranieri, a disegnare una Pasqua divertente".