Corsera - Pinzani e Butti da Ascione: il PM cerca di capire i rapporti
Prosegue nella Procura di Milano l'inchiesta per frode sportiva che al momento vede il designatore arbitrale autosospeso Gianluca Rocchi indagato "in concorso con altre persone". Ne parla oggi il Corriere della Sera, che sottolinea come ieri il PM Maurizio Ascione abbia ascoltato le testimonianze di Riccardo Pinzani, delegato FIGC per i rapporti tra club e mondo arbitrale all'epoca dei fatti, e Andrea Butti, Responsabile Ufficio Competizioni della Lega Serie A. I due sono stati ascoltati come persone informate sui fatti, visto che l'atto istruttorio ha fatto emergere per la prima volta l'esistenza di loro intercettazioni nella primavera 2025 con Rocchi, coeve a quella già nota Andrea Gervasoni, supervisore VAR, in cui veniva pronunciato l'ormai noto "Loro non lo vogliono più vedere", nei confronti di un arbitro (Daniele Doveri?).
Si parte dal presupposto che la frode sportiva implica "offerte o promesse di denaro o di altre utilità o vantaggio", di cui però non c'è traccia nell'attuale fascicolo, oppure "il compimento di atti fraudolenti". Proprio per cercare di dare un senso al contesto psicologico in cui si sviluppano certi rapporti Ascione ha voluto ascoltare Pinzani e Butti, addentrandosi così in un ginepraio in cui i ruoli non sempre sono distinti (lo stesso Pinzani oggi è Club Referee Manager della Lazio). In tal senso, si cerca di capire se quel 'Giorgio' di cui si parla nell'intercettazione, individuato in Schenone, DAA dell'Inter, possa aver fatto pressioni oltre i limiti per le assegnazioni arbitrali. Butti ieri ha risposto alle domande del PM anche sull’altro filone delle asserite 'bussate' di Rocchi alla sala VAR per indirizzare a gesti i suggerimenti dei varisti: la ragione è che Butti era anche il referente per le esigenze logistiche della sala VAR.