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Inler: "Solet? Somme a fine campionato. Fa bene perché..."

di Antonio Di Chiara

A dieci anni dallo Scudetto vinto con la maglia del LeicesterGokhan Inler è oggi direttore tecnico dell'Udinese. "Sì, quella stagione mi è rimasta tatuata dentro. Perché in Italia, tra Udinese e Napoli avevo giocato oltre trecento partite e lì mi sono trovato a non giocare, perché la Premier è un torneo globale e perché lì ho toccato veramente con mano tutto quello che può provare un calciatore - racconta a Tuttosport -. Questo oggi mi aiuta a trovare le chiavi giuste per gestire i talenti che abbiamo a Udine. Questo club, dove convivono ragazzi di tante culture diverse è una grandissima scuola perché devi capire chi ti trovi di fronte, sapere che usare certi toni con un europeo può servire ma non essere efficace con un ragazzo che arriva dal Sudamerica. Le regole devono essere tutte uguali, però ogni giocatore va gestito in modo diverso".

Oggi l'obiettivo dei friulani è chiudere a quota cinquanta punti, poi si penserà al mercato, con tanti possibili gioielli in vetrina. "Noi lavoriamo tantissimo per motivare i ragazzi a fare bene ogni partita, vogliamo giocare sempre per vincere e quest’anno la squadra ha dimostrato di crederci molto. Chiudere a cinquanta punti è tosta, ma lavoriamo per questo. In questi due anni abbiamo fatto uno step in avanti e ora dobbiamo puntare a fare ancora meglio - dice ancora Inler - Il futuro di Davis, Solet e Zaniolo? Le somme le tireremo a fine campionato. Loro sono tutti giocatori importantissimi per noi, e hanno fatto bene anche perché si sono trovati in un ambiente sano che li ha messi nelle migliori condizioni per rendere a quei livelli".


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