L'ex allenatore di Palestra: "Non soffrirebbe il salto in una big come l'Inter"
Marco Fioretto è l'attuale responsabile del settore giovanile del Mantova, ma in passato è stato anche allenatore di Marco Palestra nelle giovanili dell'Atalanta (categorie Under 16, 17 e Primavera). Intervistato da Tuttosport, l'ex allenatore del classe 2005 corteggiato dall'Inter spiega i motivi che l'hanno spinto a cambiare il ruolo del calciatore da centrocampista a esterno: "Giocava in mezzo al campo, possedeva una buona tecnica, però a volte nel traffico, soprattutto spalle alla porta, faceva un po' fatica negli spazi stretti. Secondo noi, perché poi è giusto parlare di staff, era un giocatore di talento, che se spostato sull'esterno avrebbe certamente reso. Intravedevamo in lui questa bella corsa, che allora era ancora priva di forza, ma si vedeva che sarebbe diventata sempre più efficace. Così per capire se si potessero valorizzare ancora di più le sue qualità, lo abbiamo spostato sulla fascia".
Sarebbe arrivato lontano a prescindere dal cambio ruolo?
"Era destinato ad arrivare, è chiaro che a volte magari il ruolo può facilitare il percorso, però si capiva potesse farcela. È un ragazzo intelligente, che si allenava ogni giorno fin da allora con un'applicazione e una determinazione incredibili".
Dove lo vede meglio oggi? In una difesa a 4, o esterno nel 3-5-2?
"Palestra è talmente completo che può fare entrambe le cose. Oggi può stare sia dietro in una linea a 4, sia agire come esterno di centrocampo, in 3-4-3, piuttosto che in un 3-5-2. Marco ha la capacità di usare entrambi i piedi quasi nello stesso modo, sa sterzare, non a caso è un calciatore che ha realizzato un sacco di dribbling nella Serie A di quest'anno. Poi è velocissimo, quando parte, accelera: può andare a destra, come a sinistra, può crossare con entrambi i piedi e possiede delle notevoli abilità tecniche".
Oggi il valore del suo cartellino è altissimo. Rischia di soffrire una valutazione così esosa?
"Per come l'ho conosciuto io ha una forza di volontà incredibile, con quel giusto mix di personalità e umiltà al tempo stesso: è un ragazzo consapevole, con tanta voglia di migliorare, ma è anche conscio di avere determinate qualità. No, non soffrirà il passaggio in una grande squadra, che sia l’Inter o da qualche altra parte, ha le caratteristiche anche caratteriali per sopperire all’impatto e a questo eventuale cambiamento".