Matteoli: "Koné? No, fiducia a Sucic. E direi a Mkhitaryan di non ritirarsi"
Gianfranco Matteoli parla a Tuttosport delle possibili analogie tra l'Inter dei record e quella che ha appena vinto lo Scudetto 2025-26. "I tempi sono cambiati, calcisticamente è un altro mondo. Noi però eravamo una squadra che giocava molto bene, che dava la sensazione fosse difficile da battere. E lo stesso vale per l’Inter attuale. Tutti noi giocatori eravamo stati protagonisti del campionato vinto. E lo scudetto appena conquistato da Chivu è stato vinto proprio in questa maniera, utilizzando tutti i calciatori a disposizione, ognuno ha sempre risposto alla grande quando chiamato in causa. Poi certo, vincerlo in casa davanti ai propri tifosi è bello, sicuramente per la festa e perché rappresenta il momento culminante della vittoria. Però vincere è vincere, ragazzi...".
Matteoli parla soprattutto dei centrocampisti nerazzurri. "Calhanoglu? Lui è un giocatore fondamentale per l’Inter. Anzi, lo ritengo il calciatore che è stato nei momenti cruciali quelli più determinante per i nerazzurri. In quel ruolo lì, penso non abbia rivali. Se gli rinnoverei il contratto? Io non sono la società, posso solo dire che è un profilo davvero importante. Barella simbolo della Sardegna? Normale sia amato, è un giocatore sardo, che ha iniziato nel Cagliari, ha fatto tutto il settore giovanile, è cresciuto qui e adesso è diventato un giocatore molto forte, di livello internazionale: è chiaro sia l’orgoglio della nostra isola in questo momento".
Uno dei grandi protagonisti è stato Zielinski. "Mi piace molto. Ha vissuto una stagione importante, tra l’altro con i suoi tiri da fuori ha trovato dei gol che hanno permesso di sbloccare più di una partita, risultando quindi anche lui determinante. Noi siamo qui a chiacchierare, ma la verità è che il centrocampo dell’Inter è di grande livello. Come tutta la rosa. Koné? Sinceramente il centrocampo attuale dell’Inter a me piace molto. Non dimentichiamoci di Sucic, lui è proprio forte, sa fare tutto, direi che rappresenti il futuro dei nerazzurri. Quello che voglio dire è che se trovano dei calciatori più forti di quelli che hanno già, ben venga. Ma davvero credo che gli attuali giocatori siano proprio bravi". Compreso Mkhitaryan, che potrebbe però chiudere la carriera. "Un giocatore straordinario, mamma mia, mi ha sempre entusiasmato. Se si ritirasse sarebbe un peccato per il calcio. In Italia però giocano i quarantenni, quindi credo che l’armeno abbia ancora qualche anno da disputare".
Tra i giocatori che possono invece tornare all'ovile c'è Aleksandar Stankovic. "Io me lo ricordo quando giocava nei ragazzi, in Primavera era un buon giocatore, ma non è che avessi la sensazione di un profilo clamorosamente forte. Sinceramente però non l’ho visto all’opera in Belgio, quindi non posso giudicarlo oggi", dice ancora Matteoli.
Infine un paragone tra Chivu e Trapattoni. "In realtà è difficile fare paragoni con un mostro sacro, ma sicuramente Chivu ha coinvolto tutti, ogni calciatore si è sentito importante, secondo me questa è stata la sua bravura, nella gestione del gruppo. La finale di Coppa Italia? Precisato che lo scudetto è più che meritato, a Roma sarà una partita secca. Sulla carta direi che vinceranno i nerazzurri perché sono la squadra più forte, poi però c’è il campo dove devi conquistare il risultato».