Pagelle GdS - Thuram da applausi. Nel pagellone trionfano in tre: voto 10
La Gazzetta dello Sport propone sia le abituali pagelle della partita, Inter-Parma, che il pagellone finale del campionato, ormai pubblicabile una volta arrivata l'aritmetica certezza dello Scudetto nerazzurro. Il migliore della gara di ieri è Marcus Thuram, sei gol nelle ultime cinque, tolto dal campo tra meritati applausi. Il voto più basso è il 6 a Pio Esposito: libera Barella in area, prende tante botte e poi dà forfait. Voto 7 a Chivu, che legittima un campionato travolgente con un avittoria autorevole.
Sufficiente Sommer: il Parma è innocuo, ma è coraggioso nelle uscite. Tanti 7, uno a Bisseck, che mantiene calmo la posizione per tutta la gara. Il tedesco condivide il voto con Akanji, che tiene a bada lo sgomitante Pellegrino. Bene anche Bastoni, 6,5, partita attenta dopo il recente riposo.
A centrocampo 6 a Dumfries, ha diverse occasioni per segnare ma non ci riesce. Sette a Barella, indemoniato, vive la serata Scudetto con la fascia al braccio. Un bel 6,5 per Zielinski, piazza l'assist geniale del primo gol, ma anche per Sucic, che crea le premesse della prima rete. Altro 7 per Dimarco, che non riesce a firmare l'ennesimo assist solo per sbadataggine altrui. Sufficienza a Bonny, che entra determinato in partita. Bene anche gli altri due subentrati, Mkhitaryan e Lautaro, un 6,5 a testa: l'armeno chiude in bellezza con un gol facile facile, l'argentino è strepitoso sul 2-0 con l'assist vincente.
Nel pagellone di fine stagione, in due si meritano un 10: Lautaro Martinez, non solo il miglior realizzatore della squadra, un capitano dentro e fuori dal campo; Federico Dimarco, record di assist e anche sei gol per "rispondere" alla stagione scorsa. Dieci anche a Chivu, stravince uno Scudetto da debuttante rigenerando il gruppo: chapeau.
Un gradino sotto ci sono Zielinski e Thuram a 9. Il polacco è la grande sorpresa, uno dei più insospettabili; il francese è smarrito fino alla pausa di marzo ma poi trascina la squadra tra gol e assist. Mezzo punto in meno per Calhanoglu, frenato dagli infortuni ma comunque indispensabile, e per Akanji, che ha dato un evidente miglioramento rispetto a Pavard. Voto 8 alla stagione di Pio Esposito, la fame del neofita e la personalità del veterano.
In tre arrivano al 7,5. Barella, grandi picchi e altrettanti buchi in stagione, ma è un patrimonio non negoziabile. Dumfries, pur col grave infortunio, per come incide con la doppietta di Como, "aperitivo" per lo Scudetto. Bisseck, che merita alla lunga il posto da titolare. Voto 7 a Sucic, non tutto fila liscia ma il rendimento è discreto. Un altro 7 a Mkhitaryan, campione orgoglioso pur relegato a un ruolo più marginale, e un altro ancora a Carlos Augusto, un buon ricambio per Dimarco e Bastoni. Sette anche per Bonny, in calo in primavera ma prima aveva sostituito con profitto Thuram e Lautaro.
Si "scende" al 6,5 con Bastoni, un pilastro fino al celebre caso di Inter-Juventus. Stesso voto per Acerbi, il cui contributo non è mai mancato, e per De Vrij, che si accontenta del poco spazio senza mai protestare, ma anche per Luis Henrique, criticato per la timidezza ma capace di sostituire a lungo Dumfries con la giusta umiltà e in un ruolo che conosceva poco. Voto 6 per quattro: Sommer, protagonista di una stagioen difficile pur con qualche parata importante; il suo vice Josep Martinez, che in campionato gioca solo tre volte, Diouf e Frattesi, che si sono visti pochissimo. Senza voto gli altri, a partire da Darmian.