.

Parla l'autista degli arbitri: "Da settembre è cambiato tutto"

di Fabio Costantino

La bufera che ha investito il sistema arbitrale italiano si arricchisce ogni giorno di ulteriori dettagli che appesantiscono le posizioni dei responsabili, Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni. Tra i testimoni ascoltati figura anche l'autista degli arbitri (c'è una convenzione con l'AIA), Raffaele, che svolge questo lavoro da ben 25 anni e che Il Giorno ha interpellato per conoscere il suo punto di vista sulla vicenda: "Sono stato ascoltato lo scorso luglio, quando la Procura mi chiamò non capii il motivo, mi dissero che volevano controllare gli spostamenti degli arbitri. Ovviamente era tutto documentato, che era impiegato al VAR di solito pagava con carta di credito. Credevo si trattasse di una verifica sui rimborsi o sulle spese, poi ho capito che la ragione era un'altra".

Gli arbitri erano a conoscenza dell'inchiesta, poi a un certo punto le cose cambiarono: "Da settembre ne venni a conoscenza anche se nel centro VAR non avevo accesso. A Lissone sabato e domenica c'erano uomini della Procura Federale per controllare chi entrasse, in seguito all'episodio di Paterna e della 'bussata' di Rocchi di cui si parla in questi giorni. Io continuavo ad accompagnare i varisti, mentre Rocchi e Gervasoni si spostavano con le loro vetture, quando venivano. Non sempre".


Altre notizie