Piqué: "Nel calcio cambierei poche regole. La Serie A per i giovani è noiosa"
Gerard Piqué è protagonista oggi di un'intervista a La Repubblica in cui spiega la sua visione dello sport nel futuro. "Il calcio è uno sport con più di 100 anni di storia, resta lo sport più bello del mondo. È come una religione. Se entrassi nel pallone, non cambierei le regole. Piccole cose. Perché funziona ancora. Ma una fetta di pubblico vuole altro. Partiamo da qui: lo 0-0 è il killer delle emozioni. Io propongo un prodotto per una generazione che chiede velocità, interazione. Dicono che i giovani siano la generazione “tutto e ora”, ma forse vogliono solo essere sentiti. Vogliono interagire".
"Fifa e Uefa - afferma Piqué, inventore della Kings League - non ascoltano il pubblico, non gli chiede cosa vuole. Noi lo facciamo: abbiamo fatto scegliere i colori del campo, hanno preferito il nero al verde, scegliere l’evento, il tempo di gioco, i giorni. Chiediamo e facciamo decidere. Perché alla fine del giorno siamo ciò che siamo grazie a chi ci segue. E sappiamo cosa vogliono. Il calcio italiano? Non è lento. È come quello portoghese, spagnolo. I giovani lo trovano noioso perché non trovano quello che loro chiedono. La nuova generazione si accende molto velocemente. Noi, come anche i proprietari della Champions League, vogliamo utilizzare le regole del calcio per creare un altro prodotto, complementare, più dinamico, che duri meno tempo".