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Schelotto: "Tatuaggio per il gol nel derby? Una scommessa con un compagno. Moratti mi disse che..."

di FcInterNews Redazione

Ezequiel Schelotto ripercorre dalle colonne della Gazzetta dello Sport la sua avventura da calciatore, compreso ovviamente il periodo all'Inter. "Arrivai dall'Atalanta dopo mesi difficili: una ragazza troppo innamorata di me mi accusò di alcuni fatti che poi vennero smentiti anche dalla giustizia, tanto che vinsi la causa e decisi di devolvere tutto in beneficenza. La trattativa con l'Inter rischiò di saltare proprio per quella storia, ma fortunatamente la verità venne fuori". racconta. 

Poi arriva l'esordio nel derby. "In panchina c'era Stramaccioni, io ero appena arrivato ma nella ripresa decide di lanciarmi comunque. Passano 5', colpisco di testa e... gol. Non riuscivo nemmeno a crederci. Mi è passata davanti tutta la mia vita, tutti i sacrifici, ogni lacrima versata per questo sport. E sono scoppiato a piangere dall'emozione. Tutti e sei i miei fratelli erano venuti a vedermi direttamente dall'Argentina insieme al resto della famiglia. Non avevo idea che il mio debutto con l'Inter potesse andare tanto bene. Solo il presidente Moratti riuscì a farmi capire nell'immediato l'importanza di quel gol. Mentre stavo rientrando negli spogliatoi, dopo essermi goduto ogni istante al centro del campo, il presidente mi prese sotto braccio e mi disse "Guarda, guardati intorno. Pensa a quante persone ti hanno visto segnare nel derby stasera qui a San Siro e ai milioni di telespettatori che seguivano da casa: resterai per sempre nella storia".

Di quella sera resta anche un tatuaggio. "Una scommessa con Ricky Alvarez. La sera prima ci eravamo giurati che se uno dei due avesse segnato, la mattina dopo saremmo volati dal tatuatore. E così è andata: un sogno ad occhi aperti. Come il Paradiso, il mio".


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