Sensi: "Che brividi quel Barça-Inter. Posso ancora tornare al top"
Stefano Sensi racconta a La Gazzetta dello Sport della sua avventrua a Cipro. "Sto bene e mi diverto, ne avevo veramente bisogno. Gioco più di 90 minuti a partita, fisicamente sono al top e ho fatto amicizia con tanti ciprioti. Se mi manca l'Italia? In questo momento no, perché sto facendo esattamente l'esperienza che desideravo".
Nell'intervista si parla ovviamente dell'esperienza all'Inter. "Un ricordo bellissimo, un traguardo che mi ha reso orgoglioso. Penso ancora al giorno in cui mi comprarono: ero in vacanza a Formentera e il mio procuratore, a sorpresa, mi telefono per farmi parlare con Ausilio. Le gambe mi tremavano e già sapevo che nel mio paesino tutti sarebbero stati fieri di me. Il primo mese è stato incredibile, ma li per li non capivo cosa stesse accadendo. Vai al campo, giochi, scherzi coi compagni, torni a casa e ti dedichi alla famiglia: il tempo vola. Se ripenso a come giocai in Champions contro il Barcellona, però, mi vengono i brividi. Sono cresciuto guardando Xavi e Iniesta, ho dato spettacolo nel loro Camp Nou. È stato il momento più bello della mia carriera".
Iniziarono a seguirlo anche Barcellona e Manchester City. "Se avrei potuto giocare a quel livello? Si, sicuramente. Se certe squadre ti seguono è perché hanno visto in te qualcosa di importante. Poi è successo quello che è successo e va bene, non ci posso fare nulla. Contestualizziamo: quattro giorni dopo la bellissima sfida disputata al Camp Nou, rimediò il primo di una lunga serie di infortuni. Giocavamo contro la Juve, mi feci male all'adduttore. Sembrava un infortunio come gli altri, in effetti era così. Però subito dopo ho avuto un altro problema, poi un altro e un altro ancora. Una situazione surreale, proseguita per un anno e mezzo. E così che i brutti pensieri prendono il sopravvento. Voleva davvero smettere di giocare? Si, ma mia moglie mi ha convinto ad andare avanti e a non gettare la spugna. Tomassi indietro, avrei cercato subito un mental coach: tre anni fa ne ho trovato uno e oggi non posso farne a meno. Pensateci: ti fai male svariate volte, torni ad allenarti e hai sempre paura di un nuovo infortunio".
Sensi spiega anche come ha lasciato alle spalle gli infortuni. "Stavo parlando della mia situazione con alcuni amici e sentii nominare "Il punto vincente", il libro in cui Djokovic spiega quanto ha sofferto e come è riuscito a risolvere i suoi problemi fisici. L'ho comprato e, leggendolo, mi sono rivisto in lui e ho cominciato a imitarlo. Mangiavo solo cibi senza glutine e lattosio, evitavo gli zuccheri. Nel giro di poco tempo mi sono sentito in forma e, in effetti, gli infortuni sono diventati molto meno frequenti. Dove sarei arrivato senza infortuni? È difficile da dire, sono successe tante cose. Magari al Barcellona o al Manchester City, oppure ancora all'inter. Se c'è ancora tempo? La qualità non sparisce da un giorno all'altro, quindi credo di sl. Ora mi sento bene e gioco con continuità, credo che potrei dire la mia anche ad altissimi livelli".