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Shevchenko: "Inter avanti a tutte, ma sono solo 10 punti. Il derby può cambiare il destino. Chivu mi piace molto"

di Egle Patanè

"Togliere fascino al derby è assolutamente impossibile e i dieci punti di distacco in classifica significano poco, anzi: se il Milan vince, il campionato è riaperto. Il derby può cambiare il destino, specie a questo punto della stagione: da qui alla fine le partite saranno imprevedibili per tutti". Così Andriy Shevchenko apre la profonda analisi sul suo Milan, in occasione del derby di stasera tra Milan e Inter.

Leao farà coppia con Pulisic: il derby può essere l’occasione per sbloccarsi? All’andata fu l’uomo della partita, ma nel 2026 non ha ancora mai segnato. 
"Non credete alla storia per cui un giocatore del suo calibro può avere già la testa al Mondiale. Non esiste, quando un giocatore va in campo cerca sempre di dare il massimo per la sua squadra in quel momento. Pulisic ha segnato gol importanti e continuerà a farli, nel Milan e poi ai Mondiali con gli Stati Uniti".

Oggi l’Inter è più avanti? 
"Come rosa sì, è la più forte in questo momento in Italia. E mi piace come è allenata da Chivu: è sempre stato un giocatore intelligente, che aveva qualità grandissime e classe pura, un sinistro eccezionale. Era un creativo da giocatore e si sta dimostrando bravo anche in panchina. È stato capace di mantenere il vantaggio in classifica dando energie sempre nuove al gruppo. Si vede che la squadra lo rispetta e ha un bel modo di giocare". 

Pio Esposito è quel tipo di attaccante di cui parlava prima, il 9 alla Ibra? 
"L’ho visto, è giovane e segna bei gol. Anche quando entra riesce a dare il suo contributo per sbloccare le partite. E di testa è forte".

Vuol mandare un abbraccio azzurro all’ex compagno Gattuso? 
"L’Italia deve essere al Mondiale. Per qualità e storia. E Rino è l’uomo giusto: ha energia e amore come nessuno, conoscendolo bisognerà a volte trattenerlo perché vorrà dare tutto e di più".

Ultima sul derby: può rigiocarne uno soltanto dei suoi 20. Quale sceglierebbe? 
"Quello del ritorno di semifinale Champions 2003. Ma a pensarci bene rigiocherei tutti quelli vinti: amavo la tensione di quei momenti, la città ferma per vivere la partita. La passione, la rivalità. Una sfida bellissima da giocare e vedere: sai che il mondo ti guarda. Va oltre la classifica, il derby di Milano è il derby di Milano".


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