Tacconi: "Quando giocavo ero sempre incavolato con l'Inter. Chi prenderei nella mia Juve? Lautaro e Dimarco"
Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport c'è spazio anche per l'intervista a Stefano Tacconi. Nel giorno di Inter-Juventus, il portiere della Juventus dal 1983 al 1992 ricorda il suo Derby d’Italia preferito: "Quello dell’aprile 1984 , a San Siro. Vinciamo a Milano con gol di Cabrini e Platini. Ha un sapore diverso dagli altri perché ci ha dato lo slancio per lo scudetto, il primo della mia carriera. Ma io ero sempre incavolato contro l’Inter!".
Perché?
"Perché ho giocato nel vivaio dell’Inter. E quando ero già in Serie A con l’Avellino, Mazzola mi offrì di fare da vice di Bordon per una stagione. Stimavo Sandro, però quella volta lo mandai letteralmente a quel paese. Non ne volevo sapere di trascorrere una stagione in panchina. Alla fine sono stato io la fortuna di Zenga all’Inter...".
Quale giocatore dell’Inter pativa maggiormente?
"Altobelli. Sembrava non ci arrivasse mai, però alla fine in qualche modo mi faceva sempre gol. Poi per fortuna Spillo è venuto alla Juventus".
E Zenga?
"Ci rispettavamo molto, anche in Nazionale. Walter era forte, ma nel 1990 ero io il migliore. Lui aveva un po’ più successo di me con le ragazze, però io ero più pazzo e ho vinto ogni tipo di Coppa con la Juventus".
Cosa sogna per il derby d’Italia di questa sera?
"Se sogno, mi vedo in campo. Darei qualsiasi cosa pur di giocare dieci minuti a San Siro e riprovare le emozioni di un tempo. Massimo Mauro ero uno di quelli che sentiva di più il derby d’Italia. Platini invece era sempre uguale, spiritoso e divertente fino all’ingresso in campo".
Sui portieri di Juventus (Di Gregorio) e Inter (Sommer) c’è l’ombra di Vicario del Tottenham: sensazioni?
"Qualche momento no è inevitabile nella carriera dei portieri, anche dei più bravi. A me Di Gregorio piace. Però..."-
Però...
"Di Gregorio lo cambio solo se posso prendere Donnarumma, non per Vicario".
La Juventus ha 12 punti in meno dell’Inter: sfida impossibile a San Siro?
"No, tutt’altro. Spalletti ha aggiustato la squadra facendo la cosa più importante: mettere ogni giocatore al posto giusto. I miglioramenti si vedono. A San Siro bisogna giocare senza paura, in un derby d’Italia può succedere di tutto. Mi aspetto tanto da “San Yildiz”, che forse un posto in rosa lo avrebbe trovato anche ai miei tempi".
Dall’Inter chi acquisterebbe per rinforzare la Juventus in futuro?
"Lautaro è fortissimo, capitano e bomber spietato. Però io ho un debole per Dimarco: mi ricorda un po’ Cabrini, anche se Antonio resta unico e inimitabile nel suo genere. Fermare Dimarco sarà una delle chiavi tattiche della sfida di San Siro: riuscirci significa limitare tutta la squadra di Chivu".