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"Il calcio è equilibrio, ma guai a fermarsi"

di Redazione FcInterNews

"Il calcio è equilibrio.
Che si tratti di campo, di spogliatoio, di società, l'essere vincenti risulta da dal grado di affinità tra queste componenti.

Lo sa bene Branca, lo sa bene Moratti e lo sa bene la squadra.

Il triplete è la loro straordinaria opera, quindi c'è da essere fiduciosi.

La società

Le vittorie sono arrivate col sacrificio, con la mentalità ma anche con sessioni di mercato estive oculate ed esaltanti per noi tifosi.
Nonostante questo in campionato ed in champions non è stata una passeggiata.
E dubito che senza alcuni innesti fatti a scadenze regolari negli ultimi anni saremmo arrivati a tanto.

I tifosi

Ricordo ancora le prime partite di Mou, ricordo i commenti del giorno dopo, ricordo il mio scetticismo.
Rimpiangevo il gioco spumeggiante del Mancio.

Ho visto le prime uscite della squadra con Benitez.
Ieri e dopo la disfatta di Coppa ho rimpianto Mou.

Tuttavia credo in Rafa e credo che il rendimento della squadra segua il naturale processo di adattamento che segue l'arrivo di un nuovo mister.
Adattamento che evidentemente coinvolge anche noi tifosi, rendendoci più critici del solito.
Se i risultati arriveranno Rafa non faticherà a diventare il nostro simbolo.

La squadra

Negli anni scorsi il nostro percorso di crescita mentale e fisica è passato attraverso sessioni di mercato all'altezza di ottimi innesti.
Un progredire vertiginoso andando a puntellare una squadra sempre migliore.
Quest'anno un centrocampista di valore ed una punta servirebbero come il pane.
Coutinho e Biabiany sono giovani di grande prospettiva ma vedo un grosso gap con i nostri "mostri sacri".
Insomma abbiamo due grosse lacune, e resta da verificare la difesa.
Gli anni scorsi invece si partiva con l'idea di avere una squadra perfetta in ogni reparto.
E non credo fosse solo merito del "pressing" da parte di Mou.
Anche la rosa è da sfoltire.. Mancini, Rivas, Suazo e Muntari sono da piazzare al più presto.

Insomma non c'è mai limite alla perfezione.
E purtroppo chi si ferma è perduto".

Andrea


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