"Mi fa male aver fallito il Grande Slam"
"Cari amici interisti, vorrei (anzi, ho davvero bisogno) di condividere con voi le mie riflessioni dopo l'inimmaginabile sconfitta con l'Atletico. Arrivo con un po' di ritardo, ma ci ho messo un po' a prendere il controllo delle orde di pensieri che hanno invaso la mia mente nelle ultime 48 ore. Comincerò spiegando perché sto soffrendo, calcisticamente, come da tanto tanto tempo non mi succedeva: io ci speravo tantissimo nel Grande Slam, la consideravo un'occasione di realizzare qualcosa di insuperabile, un'occasione irripetibile (siamo onesti, quanto più ci gloriamo giustamente dell'impresa storica del Triplete, tanto più dobbiamo ammettere che sarà estremamente improbabile vederne un'altra in tempi ragionevoli). Sarebbe stato il baluardo futuro contro il cugino rossonero che continua a propinare la purtroppo innegabile superiorità del suo palmarès, ma che una stagione perfetta non l'ha mai nemmeno sfiorata. Noi l'abbiamo sfiorata, appunto, solo sfiorata, e sarà un paradosso ma mi fa male come può farlo arrivare secondi per un centesimo alle Olimpiadi. La Supercoppa Europea non era un titulo fra i tanti dell'anno, non era nemmeno soprattutto una competizione mai vinta dalla Beneamata, e in ogni caso non era una partita in cui (e non sapete quanto mi spiace contraddire il Capitano) "ci poteva stare di perdere prima o poi". Per me era la terzultima partita (quelle della Coppa del Mondo sono due) in cui avrei voluto vedere i gladiatori nerazzurri dare corpo e anima in campo per non fallire. Se la sconfitta fosse arrivata a queste condizioni, avrei potuto accettare "la serata storta", ma quello che ho visto mi ha fatto veramente sentire tradito. So già che mi sentirò dare dell'ingrato verso una squadra che quest'anno ci ha dato tantissimo, ebbene io dico che anche i giocatori forse dovrebbero essere un po' grati nei confronti dei tifosi che gli permettono di arrivare a fine mese con qualche agio in più dei comuni mortali, e forse dovrebbero sentirsi un minimo responsabili nei confronti dei nostri sogni. Quest'anno abbiamo fatto la Storia, ovviamente ne sono grato e fra qualche tempo tornerò a ricordare solo questo, ma abbiamo fallito l'appuntamento con l'Epica, dopo due giorni non posso averlo già dimenticato. La totale mancanza di furore agonistico in campo è stata per me una pugnalata al cuore. Non posso non sospettare che il Mou avrebbe saputo motivare diversamente i ragazzi, ma in questi casi attribuisco la colpa 50% al preparatore e 50% all'atleta, la cui professionalità non dovrebbe dipendere solo dalla parlantina del tecnico. Ritardo di preparazione? Anno pari, anno di nazionali, campioni continentali storicamente in difficoltà? Ci credo poco, era la testa a mancare. E anche fosse, non sarebbe una scusa valida; anzi, ammettendo che il problema principale sia davvero stato atletico (scusate il gioco di parole!) potrei quasi annoverarlo fra le aggravanti! Purtroppo mi sembra di intravvedere infatti delle responsabilità anche nell'atteggiamento da "seduta sugli allori" della società, convinta di aver ormai raggiunto l'imbattibilità incondizionata, e non posso che sottoscrivere le parole di Marco Ansaldo de La Stampa: "Raccontano di un Moratti deluso e quasi furente. Si interroghi se, con un mercato tanto anemico, sta facendo tutto quanto serve per mantenere l’Inter dove l’ha portata Mourinho". Mi sembrava di essere fra i pochi a desiderare con tanta forza l'anno perfetto, il 2010 era pure un bel numero, ma confortato circa l'importanza dell'obiettivo dalla Gazzetta dello Sport che aveva perfino preparato la "lista della spesa" del Grande Slam (macchiata adesso da una orribile X rossa) sono convinto che molti interisti stessero zitti prima per scaramanzia, e altrettanti stiano zitti adesso dissimulando la delusione fingendo di non aver mai dato al traguardo tutta questa importanza. Invece perfino Guardiola con quell'insopportabile dichiarazione, "il fatto che non possano più raggiungere i sei titoli non toglie assolutamente nulla a quello che hanno fatto lo scorso anno... quello che abbiamo fatto noi è molto molto difficile", tradisce la fifa che aveva fino al giorno prima che noi potessimo eguagliare la sua straordinaria impresa, e ora può tirare un respiro di sollievo. Sì, sono convinto, Moratti al Grande Slam ci teneva, non riesco a interpretare diversamente il suo essere "furente", e se così è forse un po' di mea culpa lo deve fare anche lui, ma se del bene si può e si deve trovare anche nella peggiore sventura, penso che questa lezione possa intanto ridimensionare la "sindrome da Re Mida" per cui siamo convinti di poter trasformare in oro qualunque cosa ci riguardi (in particolare ogni 18enne di belle speranze e ogni 30enne discreto lavoratore del pallone) e ancora prima la presunzione che di rinforzi noi non avremmo avuto bisogno perché avendo vinto tutto vuoleva dire che eravamo la squadra più forte del mondo (falso, e non credo nemmeno necessario entrare nei dettagli per dimostrarlo). Inoltre l'anno in cui abbiamo incassato soldi in quantità irripetibile, in concomitanza con l'acquisto del Genio da parte dei cuginastri che di soldi non dovevano averne un decimo di noi, non riesco più a bermi la storia del fair play finanziario. Infine spero che la lezione presa ci permetta veramente di rinnovare la fame di vittorie e guardare avanti, non per evitare di guardarci dietro e dimenticare la batosta (detesto, ma proprio aborro le dichiarazioni del tipo "è andata così, ora pensiamo alla prossima partita" la sera stessa del fallimento...) bensì proprio avendola ben presente e sapendo che solo nuovi grandi traguardi possono rimarginare grandi ferite.
Sempre e comunque Forza Inter, da parte di un tipico, incontentabile, ma irriducibile tifoso".
il Ninja