"Una colletta per Balotelli. I latini dicevano..."
Leggo su un interessante articolo del Vostro (e nostro) Fabrizio Romano che la famiglia Balotelli avrebbe "accusato" tutto l'ambiente calcistico (Inter compresa), reo di aver "usato" il buon Mario, costrigendolo ad espatriare in Inghilterra (non in Papuasia!) dove viene ormai da tempo appellato "Mad Mario". Indubbiamente, non fa bene a nessuno, soprattutto a un giovanissimo che non ha ancora rafforzato la propria personalità, sentire a ogni piè sospinto i buuh..., i cori razzisti e le offese personali. Però, diciamocela tutta, il ragazzo ci ha messo molto "del suo" attraverso quegli atteggiamenti da guascone strafottente sia nei confronti dei calciatori che ha affrontato (vedi C. Ronaldo e alcuni giocatori della Roma nella partita Inter-Roma dello scorso anno, terminata 3 a 3) sia nei confronti del pubblico avversario.
Va bene, concediamogli qualche atttenuante! Ma, attenuanti non se ne possono concedere quando il ragazzotto offendeva i propri tifosi, rei di averlo fischiato aspramente quando lo vedevano ciondolare per il campo a mo' di passeggiata mentre i suoi compagni più titolati e molto più anziani di lui "smazzavano" sputando sangue e sudore. In fin dei conti, i tifosi avevano il "diritto" di fischiare, visto che contribuivano a pagargli lo stipendio (e che stipendio!) mentre lui non si guadagnava la pagnotta né durante le partite né in allenamento. Perchè, allora, la famiglia Balotelli non ha richiamato duramente il suo Mario per ricordargli i suoi doveri di educazione e di professionalità, invece di pretendere che la Società datrice di lavoro si surrogasse totalmente nei doveri tipici dei genitori e dei fratelli maggiori? E’ il medesimo atteggiamento e la medesima pretesa (né più, né meno) che, nel mondo della scuola, alcuni genitori hanno nei confronti dei docenti, chiamati a sostituirli anche in quelle funzioni che non potrebbero essere delegate a nessun altro, quale l'insegnamento dei buoni comportamenti, l'onestà, la dignità e il rispetto nei confronti del "prossimo".
A parte il fatto che sia Moratti sia Mourigno sia i suoi compagni sono stati sempre pazienti e prodighi di consigli, sino a quando il Mario non ha rotto i cabasisi (come dice Andrea Camilleri) a tutti quelli che gli hanno voluto bene. E poi, la "famiglia" ha dimenticato facilmente che il bamboccio riscuoteva puntualmente dalla propria Società una paghetta niente male, paghetta che gli ha consentito di scorazzare su un'auto da quasi 200.000 euro, con vestiti firmatissimi e ricoperto d'oro come una Madonna in processione. I nostri pro-antenati romani dicevano: <>, tradotto maccheronicamente in: "Te devi magnà er dolce assieme all'agrétto!".
Però, povero ragazzo, per colpe altrui, è costretto ad emigrare in un Paese straniero per potersi guadagnare un tozzo di pane (3,5 miloni annui x 5 anni + bonus). Chissà che non sia il caso di aprire una colletta in suo favore, altrimenti corre il rischio di morire di fame! Un tifoso affranto per la grave perdita".
Giandomenico