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"Una strada rischiosa ma anche affascinante..."

di Redazione FcInterNews

"Gentile redazione di FcInterNews.it,
è già da un po’ che seguo con piacere il vostro sito, essendo cresciuto con i colori a noi tanto cari. Ho vissuto i tempi bui della mia Inter, così come quelli felici, felicissimi, culminati con la vittoria della Champions League, la stagione scorsa.

Tralasciando i sentimentalismi, vorrei soffermare il mio discorso su questo punto: alzi la mano chi, dopo il 22 maggio 2010, non ha pensato a quali rinforzi il buon Branca avrebbe preso questa estate.
Oltre al doppio tormentone targato Reds, con protagonisti Mascherano e Kuyt, altri nomi si sono susseguiti sui giornali. Fin troppi, a mio avviso, e in larga misura per nulla credibili: il nostro undici titolare, pur con un anno in più sul groppone, vanta alcuni tra i più forti esponenti del proprio ruolo. E, allora, tralasciando nomi particolarmente fantasiosi (Cristiano Ronaldo, Leo Messi, etc.), ciò che restava era limare i difetti di una panchina di qualità, ma non sempre all’altezza.

L’Inter ha scelto una strada diversa. Rischiosa e affascinante allo stesso tempo. Da un lato, l’organico si è arricchito del talento di Coutinho e della velocità di Biabiany. D’altro canto, però, non abbiamo avuto acquisti degni di nota. E, forse, la cosa sarebbe passata persino inosservata se non fosse che il Milan ha messo a segno un paio di colpi ad effetto, tra cui un ex idolo delle folle nerazzurre (avete capito tutti a chi mi sto riferendo).

Premetto che rientro nella schiera di coloro i quali avrebbero preferito l’acquisto di due o tre buoni rincalzi all’immobilismo che ci ha visto protagonisti in questa sessione di mercato. Ma è logico: io penso come un tifoso e se, da un lato, sono disposto a comprendere la difficoltà di migliorare ulteriormente una squadra come questa, dall’altro credo che la squadra avrebbe sicuramente giovato da un ricambio per reparto.

E, personalmente, non credo più di tanto alla storia del Fair Play Finanziario: questa minaccia che sembra incombere unicamente sui conti dell’Inter, mentre le altre squadre d’Europa spendono in allegria con la più assoluta noncuranza. E non mi si dica che Moratti è l’unico ad aver afferrato il messaggio della UEFA, perché avrebbe davvero poco senso.
Mi trovo in una via di mezzo: non mi strappo i capelli e dubito seriamente che abbia avuto inizio un processo di ridimensionamento della Beneamata, così come non mi aspetto spese folli a gennaio. Del resto, l’ossatura di questa squadra è stata costruita con investimenti oculati, frutto di una sapiente gestione delle risorse e valorizzazione dei talenti.

Ben vengano, insomma, i Julio Cesar, i Cambiasso, i Maicon: gente arrivata in sordina, o quasi, che poi si è rivelata fondamentale per i successi di questi colori. E chissà che a questi nomi, tra un paio di anni, non accosteremo anche quelli di Biabiany e Coutinho.

I milanisti sognino pure, con Ibrahimovic e Robinho. Noi, invece, godiamoci la realtà di una squadra formidabile ed attendiamo, fiduciosi, che la dirigenza svolga il proprio lavoro, con l’intelligenza dimostrata negli ultimi anni".

Manu


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