E' stata un'Inter decisamente più accorta quella che ha espugnato lo stadio Metropole di Lille, conquistando la testa del girone di Champions e scacciando, per il momento, i fantasmi delle difficoltà in campionato. E la conclusione salta subito all'occhio riavvolgendo il nastro della partita, una partita che ha visto l'Inter chiudersi dopo il gol di Pazzini e reggere bene l'urto dei continui attacchi dei padroni di casa, che hanno conquistato sempre più il pallino del gioco, specie nella ripresa, lasciando ai nerazzurri sono ficcanti contropiede. Lille che ha iniziato con un aggressivo 4-3-3 con i mobilissimi Joe Cole, Hazard (mobilissimo e che ha svariato su tutto il fronte, spostandosi spesso tra destra e sinistra) e Sow a cercare di far perdere la bussola a una difesa che invece non si è mai disunita, Ranieri ha "incatenato" Lucio dietro lasciandogli pochissimi attimi di libertà in attacco. L'Inter ha risposto con il rombo a centrocampo, con Thiago Motta davanti la difesa, Zanetti e Cambiasso vertici laterali e Sneijder dietro Pazzini e Zarate.

Uno Zarate che però non ha giocato molto in posizione centrale, come invece ha fatto Pazzini, bensì più spostato sul centro-sinistra, dando la possibilità a Sneijder di inserirsi centralmente. Non a caso il gol è nato proprio da una discesa dell'olandese che ha aperto a sinistra per Zarate che ha crossato per il destro del Pazzo. Da manuale. Questo però ha lasciato la fascia destra alla sola competenza di Maicon, che poteva spingere e crossare solo quando si staccava dalle retrovie, coperto egregiamente dall'instancabile Zanetti.

Nella metà del secondo tempo, per reggere ulteriormente alla pressione che stava aumentando, Ranieri ha pensato bene di coprirsi ulteriormente a centrocampo inserendo Obi per Zarate e Stankovic per Sneijder, trasformando lo schieramento in un 4-4-1-1 (o 4-5-1 a tratti) con Stankovic a ridosso di Pazzini, poi sostituito da Milito negli ultimi dieci minuti.

L'allenatore del Lille ha inserito nella mischia Payet per Pedretti trasformando la sua squadra in un 4-2-3-1, con Payet, Hazard e Joe Cole dietro Sow, ma il centrocampo dell'Inter ha più volte indietreggiato supportando numericamente la difesa, con il risultato che passare è diventato davvero difficile. merito anche in un Julio Cesar in stato di grazia.

Sicuramente più mobili e veloci i calciatori francesi, ma questo si sapeva; Ranieri è stato bravo a sopperire a questa mancanza con una fitta rete di passaggi rapidi che hanno consentito di spostare rapidamente la palla piuttosto che gli uomini, creando così anche pericolose azioni di rimessa.

Sezione: L'angolo tattico / Data: Mer 19 ottobre 2011 alle 08:35
Autore: Domenico Fabbricini
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